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Ordinanza

Ordinanza n. 7299/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento DM RIGETTO ISTANZA DI CITTADINANZA K10/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202007597

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'istanza di cittadinanza italiana

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale di rigetto dell'istanza di cittadinanza italiana. Dall'ordinanza non risultano esposti i motivi specifici di illegittimità dedotti nel ricorso. Nella camera di consiglio istruttoria il Collegio ha verificato la persistenza dell'interesse alla decisione, la completezza dell'istruttoria e la possibilità di calendarizzare la causa nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato. Il Ministero ha depositato il fascicolo del procedimento conclusosi con l'atto impugnato, ai sensi dell'art. 46 c.p.a.; la ricorrente ha depositato documentazione integrativa relativa alla propria posizione reddituale. Non sono state formulate ulteriori richieste istruttorie né richieste di integrazione del contraddittorio.

La decisione

Il Collegio ha accertato che persiste l'interesse della ricorrente alla decisione e che il fascicolo processuale risulta sufficientemente istruito, non essendo state prospettate ulteriori esigenze istruttorie o di integrazione del contraddittorio. Non ha deciso nel merito la legittimità del diniego di cittadinanza. Ha disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la calendarizzazione dell'udienza di smaltimento dell'arretrato. La Segreteria è stata incaricata degli adempimenti, incluso l'oscuramento delle generalità della parte.

Norme richiamate

  • art. 46 c.p.a.

    L'amministrazione ha depositato il fascicolo del procedimento conclusosi con l'atto impugnato, adempiendo all'obbligo processuale richiamato dal Collegio.

  • art. 72-bis c.p.a.

    La disposizione è richiamata nel contesto del divieto di differimento della trattazione, salvo eccezionali motivi, nell'organizzazione delle udienze di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    La disposizione è richiamata insieme all'art. 72-bis c.p.a. in relazione al divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi, nell'ambito della trattazione della causa.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce la base normativa richiamata per disporre l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, quale fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nelle udienze di smaltimento dell'arretrato, prima della calendarizzazione della causa, il giudice amministrativo può verificare d'ufficio la persistenza dell'interesse a ricorrere e la completezza dell'istruzione processuale.
  • Quando l'interesse alla decisione persiste, il fascicolo del procedimento amministrativo è stato depositato e non risultano ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio, il giudice può trasmettere il fascicolo al Presidente del TAR per la fissazione dell'udienza di smaltimento, senza definire il giudizio nel merito.
  • La mera trasmissione del fascicolo per la calendarizzazione dell'udienza di smaltimento non comporta alcuna valutazione sulla legittimità dell'atto impugnato né anticipa l'esito della domanda di annullamento.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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