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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43071/2023 del 20/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

si tratta di un procedimento avviato dopo l'adozione dell'ordinanza della VII Sezione della Corte di Cassazione del 17.1.2017 che aveva dichiarato inammissibile il ricorso proposto contro la sentenza della Corte d'appello di Roma del 7.3.2016; successivamente la Procura Generale presso la Corte d'appello di Roma segnalò che Antonio Cordella era deceduto anteriormente all'adozione dell'ordinanza (dal certificato comunale risultava il decesso in data 15.9.2016), per cui il rapporto processuale alla base dell'ordinanza non poteva essersi instaurato. La Procura Generale concluse per la revoca dell'ordinanza e per l'annullamento della sentenza impugnata per estinzione del reato a causa della morte dell'imputato

La decisione

la Corte ha revocato l'ordinanza n. 12549/2017 emessa dalla VII Sezione della Cassazione (17.1.2017) e ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'appello di Roma del 7.3.2016, rilevando che i reati sono estinti per la morte dell'imputato intervenuta anteriormente alla decisione impugnata; la Corte ha inoltre chiarito che l'ordinanza è "inesistente" quando il rapporto processuale non poteva formarsi e che l'accertamento/declinazione di tale inesistenza deve essere fatta dallo stesso giudice che ha emesso il provvedimento

Norme richiamate

  • Sez. 6, n. 10199 del 09/03/2010, Iaconis, Rv. 246541

    Sez. 6, n. 10199 del 09/03/2010, Iaconis, Rv. 246541

    afferma che l'ordinanza è "inesistente" quando il rapporto processuale non poteva formarsi e che tale inesistenza va dichiarata dallo stesso giudice che ha emanato il provvedimento

  • Sez. 5, n. 29494 del 07/05/2018, Devito, Rv. 273330 - 01

    Sez. 5, n. 29494 del 07/05/2018, Devito, Rv. 273330 - 01

    conferma il principio che la revoca di un provvedimento "inesistente" per sopravvenuta morte dell'imputato deve essere pronunciata dal medesimo giudice che ha adottato il provvedimento

Massime di principio

  • La morte dell'imputato intervenuta prima di un provvedimento giurisdizionale che presupponeva la sussistenza del rapporto processuale rende quel provvedimento "inesistente" e ne impone la revoca.
  • L'estinzione del reato per morte dell'imputato comporta l'annullamento della sentenza penale senza rinvio; non è necessario proseguire il processo.
  • L'accertamento dell'inesistenza di un provvedimento deve essere effettuato dallo stesso giudice che ha emanato il provvedimento e non dal giudice dell'esecuzione.
  • La Procura o l'ufficio competente deve segnalare tempestivamente la sopravvenuta morte e trasmettere gli atti al giudice competente per le determinazioni conseguenti; il certificato di morte è elemento decisivo per la declaratoria di estinzione.
  • In caso di contrasto temporale o di incertezza sulla data del decesso, è necessario accertare documentalmente la data di morte prima di mantenere o confermare provvedimenti processuali; i provvedimenti adottati dopo la data di morte sono privi di efficacia.

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