Sentenza n. 10825/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'accertamento della illegittimita' del silenzio serbato dal Consolato Generale D'Italia a Casablanca sulla richiesta di rilascio di visto d'ingresso per motivi di lavoro subordinato stagionale, presentata il 15 novembre 2024 attraverso la piattaforma vfs global, e per la conseguente condanna dell'amministrazione alla conclusione del procedimento entro un termine non superiore a trenta giorni;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato sulla richiesta di avvio e formalizzazione del procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso per lavoro subordinato stagionale
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha agito ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per ottenere l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato sulla richiesta, presentata tramite la piattaforma VFS Global e preceduta dalla richiesta di fissazione di un appuntamento presso la sede diplomatica, per il rilascio di un visto d'ingresso per lavoro subordinato stagionale. Il ricorrente ha rappresentato di disporre del necessario nulla osta al lavoro. L'Amministrazione ha dedotto la rinuncia alla richiesta di visto; il ricorrente ha contestato tale assunto, richiamando anche la titolarità di un nuovo nulla osta, successivamente contestata dall'Amministrazione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso contro il silenzio. Ha ritenuto sussistenti sia l'obbligo dell'Amministrazione di provvedere sia l'inerzia protrattasi oltre un termine ragionevole. In particolare, ha valorizzato la richiesta di fissazione dell'appuntamento già nell'ottobre 2024, l'esistenza del presupposto nulla osta e il tempo trascorso dall'introduzione del d.l. 145/2024, ritenendo che la sospensione prevista da tale decreto non potesse protrarsi ulteriormente senza una definizione da parte dell'Amministrazione. Il giudice ha precisato che l'eventuale infondatezza della pretesa al rilascio del visto non esonera l'Amministrazione dall'aprire e concludere il procedimento: tale infondatezza può condurre soltanto a un diniego espresso e motivato. Ha quindi ordinato all'Amministrazione di procedere alla convocazione del ricorrente entro novanta giorni dalla notificazione o, se antecedente, dalla comunicazione amministrativa della sentenza. Le spese sono state integralmente compensate in ragione dell'elevato numero di richieste gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell'iter previsto dalla legge.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Disciplina l'azione avverso il silenzio; il giudice può accertare l'illegittimità dell'inerzia e ordinare all'Amministrazione di concludere il procedimento.
d.l. 145/2024
La sospensione prevista dal decreto non può protrarsi indefinitamente; decorso un tempo ragionevole, l'Amministrazione deve definire la situazione procedimentale.
Massime di principio
- L'azione avverso il silenzio è accoglibile quando sussistono un obbligo amministrativo di provvedere e un'inerzia protratta oltre il termine previsto o, comunque, oltre un termine ragionevole.
- L'eventuale infondatezza della pretesa sostanziale al rilascio di un titolo o di un visto non esclude l'obbligo dell'Amministrazione di avviare e concludere il procedimento con un provvedimento espresso e motivato.
- Una sospensione procedimentale prevista dalla legge non può protrarsi oltre un termine ragionevole senza che l'Amministrazione competente definisca la posizione dell'interessato.
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