Cassazione Penale, Sentenza n. 39755/2024 del 29/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva respinto l'appello promosso dal Pubblico Ministero avverso il provvedimento del GIP del 30/10/2023 che aveva rigettato la richiesta di misura cautelare personale e la richiesta di sequestro preventivo di circa 22.000 euro ritenuti provento dei reati contestati. I fatti contestati: (capo 1) accesso abusivo al sistema informatico di Kuwait Petroleum Italia e circuiti bancari connessi; (capo 2) rifornimenti di carburante con l'uso di codici di pagamento di terzi, in concorso con altri, per procurarsi un ingiusto profitto (contestato anche al padre e ad altri); (capo 5) truffa con uso delle generalità e documenti di un terzo (Luigi Vitobello) per ottenere un finanziamento online di circa 18.000 euro dalla COFIDIS. Il Tribunale aveva riconosciuto gravi indizi solo per il reato di accesso abusivo (capo 1) e per la truffa aggravata di cui al capo 5, ritenendo invece insussistenti i gravi indizi quanto al capo 2 per mancata prova del danno ingiusto e della sua quantificazione; di conseguenza aveva respinto la richiesta di sequestro preventivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero per carenza di interesse. La Corte osserva che, pur rilevando criticità nella motivazione del Tribunale (in particolare la motivazione apparente sull'incidenza del profitto relativo al capo 5 e alcune incongruenze valutative), il ricorso del PM non prospetta le ragioni del periculum in mora, indispensabile per ottenere l'annullamento e l'applicazione della misura cautelare reale. La giurisprudenza richiede infatti che il ricorrente, quando impugna il diniego di sequestro preventivo, non si limiti a contestare il fumus del reato ma indichi anche le esigenze cautelari concrete e il periculum in mora; la mancanza di tali argomentazioni determina l'inammissibilità dell'impugnazione.
Norme richiamate
Orientamento giurisprudenziale Sez. 3, n. 13284
25/02/2021, Rv. 281010 - 01
Principio secondo cui il ricorso per cassazione del Pubblico Ministero avverso ordinanza che respinge l'appello cautelare è inammissibile per difetto di interesse se il ricorrente si limita a contestare la mancata riconoscenza dei gravi indizi senza prospettare esigenze cautelari concrete.
Orientamento giurisprudenziale Sez. 2, Sentenza n. 6027
10/01/2024 (dep. 12/02/2024), Rv. 285867 - 01
Conferma che il ricorrente deve indicare il periculum in mora quando impugna il diniego di sequestro preventivo; la sola contestazione sul fumus del reato è insufficiente e rende inammissibile il ricorso se non emerge come l'accoglimento determinerebbe concretamente l'applicazione della misura.
Principi relativi alle misure cautelari reali e personali (richiamati dalla Corte)
Distinzione tra misure personali (richiedono gravità indiziaria) e misure reali/sequestro (per le quali in fase cautelare è sufficiente il fumus del reato ma resta necessario dimostrare il periculum in mora e fornire motivazione adeguata sul nesso tra bene e reato).
Massime di principio
- Nel ricorso per cassazione avverso il diniego di sequestro preventivo il ricorrente deve non solo contestare il fumus del reato ma anche esporre argomentazioni concrete sul periculum in mora; l'assenza di tali argomentazioni causa inammissibilità per difetto di interesse.
- Distinguere sempre tra misura cautelare personale e misura cautelare reale: la prima richiede prova di gravità indiziaria specifica, la seconda può essere disposta sul solo fumus, ma richiede comunque adeguata motivazione sul nesso tra provento e reato e sulla necessità dell'anticipazione dell'effetto ablativo.
- Una motivazione apodittica o apparente del giudice del merito sul punto relativo al sequestro (es. dubbi non spiegati sull'effettiva attribuzione del finanziamento all'indagato) può costituire violazione di legge su cui basare annullamento, ma l'annullamento in Cassazione richiede che il ricorrente abbia interesse concreto a ottenere la misura e abbia prospettato il periculum.
- Non è sufficiente affermare che il pericolo di perdita del bene sia 'in re ipsa': il ricorrente deve spiegare perché l'anticipazione dell'effetto ablativo è necessaria ora (es. rischio di dissipazione, trasferimento all'estero, occultamento), indicando elementi fattuali e processuali.
- Nelle fasi cautelari, ove possibile, documentare con chiarezza il nesso economico tra le somme richieste in sequestro e le condotte contestate e fornire, anche sommariamente, la quantificazione del profitto reclamato aumenta le probabilità di ottenere il sequestro.
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