Cassazione Penale, Sentenza n. 45838/2024 del 13/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza per vizio di motivazione e travisamento della prova, lamentando la violazione dei canoni di valutazione della prova ex art. 192 c.p.p. e l'inversione del corretto ragionamento logico-probatorio (art. 606, comma 1, lett. d) ed e)). Sostiene che la Corte d'appello non ha considerato adeguatamente le ipotesi alternative prospettate dalla difesa: 1) i borsoni contenenti 117,486 kg di cocaina erano visibili e quindi potevano essere stati introdotti da terzi; 2) l'imputato poteva essere all'oscuro del contenuto nonostante la sua condotta collaborativa; inoltre chiede acquisizione di immagini video e rilevamento di impronte digitali per provare le alternative.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorrente si limiti a un mero dissenso valutativo sulle congrue e logiche argomentazioni della Corte d'appello, ossia a una richiesta di riesame del merito non consentita in sede di legittimità. La Cassazione ha confermato che le ragioni difensive erano implausibili alla luce degli elementi probatori: i borsoni erano in bella vista nell'abitacolo, il carico era di elevato valore e avrebbe reso irrazionale per trafficanti professionali non occultarlo, e senza la collaborazione del conducente sarebbe stato difficile portar a termine la consegna. Ha inoltre approvato l'uso delle massime di esperienza per trarre inferenze logiche. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile, Duric è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.P.R. 8 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti)
I riferimenti sono stati usati come fondamento della condanna per detenzione ai fini di spaccio, valorizzando la quantità e le modalità di trasporto come indici di finalità di spaccio e responsabilità dell'imputato.
Codice di procedura penale
Il ricorrente ha invocato violazioni dei canoni di valutazione della prova ex art. 192 c.p.p.; la Corte ha ritenuto che non vi sia stata violazione ma una congrua e logica valutazione delle prove, sicché la censura costituisce mero dissenso valutativo.
Codice di procedura penale
art. 606, comma 1, lett. d) ed e)
Sono le norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione contestati (vizio di motivazione e travisamento della prova). La Corte ha escluso che le doglianze rientrino in una violazione soggetta a sindacato di legittimità, trattandosi di valutazione di merito non suscettibile di rinnovata ponderazione in cassazione.
Sentenza Corte costituzionale
Richiamata a supporto della facoltà di condannare il ricorrente a una somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso per colpa nella determinazione dell'inammissibilità.
Giurisprudenza di legittimità
Sez. 5, n. 25616 del 24/05/2019, Devona, Rv. 277312 - 01
Richiamata per distinguere le massime di esperienza (id quod plerumque accidit), legittimamente utilizzabili come regole generali per inferire fatti, dalle congetture non fondate; la Corte ha ritenuto applicabili le massime di esperienza al caso concreto.
Massime di principio
- La Cassazione non riesamina il merito: il ricorso per cassazione non è un mezzo per ottenere una rivalutazione globale delle prove; il mero dissenso valutativo è inammissibile.
- Per affermare l'inammissibilità del ricorso è sufficiente che le deduzioni costituiscano una richiesta di revisione del giudizio di fatto e della valutazione delle prove da parte del giudice di merito.
- Quando la difesa prospetta ipotesi alternative (terzi responsabili, ignoranza del carico), è necessario fornire elementi probatori concreti e non solo congetture; l'assenza di prove investigative supplementari (es. video, impronte) non impedisce la conferma della responsabilità se il quadro indiziario è forte e coerente.
- Le "massime di esperienza" possono essere legittimamente impiegate dal giudice per trarre inferenze logiche e ricostruire nessi di causalità quando fondate su comune esperienza e non su congetture gratuite.
- La visibilità del carico e la natura professionale del traffico (quantità e valore della droga) sono elementi che rendono implausibile la tesi dell'ignoranza del conducente, rafforzando l'ipotesi di consapevole concorso.
- Se il ricorso è dichiarato inammissibile per colpa nella determinazione, il giudice può ordinare il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende oltre alle spese processuali.
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