Cassazione Civile, Ordinanza n. 02199/2023 del 24/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (società concessionaria)
La controversia
Il debitore aveva impugnato l'estratto di ruolo relativo a un debito da sanzione pecuniaria, deducendo in cassazione la violazione degli artt. 2697 c.c., 100, 112, 615 e 617 c.p.c. e dell'art. 7 d.lgs. n. 150/2011, sostenendo sostanzialmente l'ammissibilità della propria opposizione. Il giudice di merito aveva però rigettato l'appello ritenendo inammissibile l'opposizione per difetto di interesse ad agire. In cassazione, la Corte ha esaminato la vicenda alla luce dello ius superveniens introdotto dal d.l. n. 146/2021, conv. in l. n. 215/2021, che limita la diretta impugnazione del ruolo e della cartella non notificata o invalidamente notificata ai soli casi in cui il debitore dimostri uno specifico pregiudizio tipizzato dalla legge. Poiché il ricorrente non aveva dedotto né provato, nei modi e nei termini richiesti, la sussistenza di uno di tali pregiudizi, il ricorso è stato respinto.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo che la sopravvenuta disciplina dell'art. 12, comma 4-bis, d.P.R. n. 602/1973 rendesse inammissibile l'impugnazione diretta dell'estratto di ruolo in assenza della dimostrazione di uno dei pregiudizi tassativi previsti dalla norma. Ha inoltre compensato integralmente le spese di lite per la sopravvenienza normativa e ha dichiarato la sussistenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto.
Norme richiamate
art. 2697 c.c.
Richiamato dal ricorrente come norma sulla ripartizione dell'onere della prova, ma la Corte non accoglie la censura perché reputa decisiva la sopravvenuta disciplina sull'interesse ad agire.
art. 100 c.p.c.
Richiamato per contestare il difetto di interesse ad agire; la Corte afferma che l'interesse ad agire è una condizione dell'azione di natura dinamica e può essere incisa da una norma sopravvenuta fino alla decisione.
art. 112 c.p.c.
Richiamato nel motivo di ricorso, ma la Corte non esamina nel merito la censura perché assorbita dalla sopravvenuta inammissibilità dell'opposizione.
art. 615 c.p.c.
Richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate; la Corte non affronta il profilo in concreto per effetto dello ius superveniens.
art. 617 c.p.c.
Richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate; la questione è assorbita dalla declaratoria di inammissibilità.
art. 7 d.lgs. n. 150/2011
Richiamato nel motivo di ricorso; non è oggetto di autonoma applicazione decisoria nel provvedimento.
art. 12 d.P.R. n. 602/1973
La Corte applica la norma sopravvenuta che, in linea generale, esclude l'impugnabilità diretta dell'estratto di ruolo e consente la diretta impugnazione del ruolo e della cartella non notificata o invalidamente notificata solo in presenza di specifici pregiudizi tassativamente indicati.
art. 80, comma 4, d.lgs. n. 50/2016
È richiamato come una delle ipotesi di pregiudizio che legittimano la diretta impugnazione del ruolo o della cartella non validamente notificata, quando l'iscrizione a ruolo pregiudichi la partecipazione a una procedura di appalto.
art. 48-bis d.P.R. n. 602/1973
È richiamato come una delle ipotesi tassative in cui l'iscrizione a ruolo può essere direttamente impugnata, per il pregiudizio alla riscossione di somme dovute da pubbliche amministrazioni soggette ai controlli previsti dalla norma.
art. 27 l. n. 689/1981
Richiamato per chiarire che la disciplina sopravvenuta si applica anche alla riscossione mediante ruolo delle sanzioni amministrative.
art. 206 codice della strada
Richiamato per confermare che la disciplina sulla riscossione mediante ruolo comprende anche le sanzioni amministrative del codice della strada.
art. 372 c.p.c.
Richiamato per indicare che, nel giudizio di legittimità, la prova del pregiudizio sopravvenuto deve essere introdotta mediante deposito documentale nei limiti consentiti.
art. 360 n. 3 c.p.c.
Indicato quale parametro del motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge.
Massime di principio
- L'interesse ad agire è una condizione dell'azione di natura dinamica: può mutare fino alla decisione finale anche per effetto di norme sopravvenute, con conseguente rilevabilità della sua insussistenza nel processo pendente.
- In tema di impugnazione dell'estratto di ruolo, la regola generale è l'inammissibilità della diretta impugnazione; la tutela immediata è ammessa solo se il debitore dimostra uno dei pregiudizi specificamente tipizzati dalla legge.
- La disciplina sopravvenuta che limita l'impugnazione diretta del ruolo si applica ai processi pendenti e impone alla parte che agisce l'onere di allegare e provare il pregiudizio legittimante, anche nel giudizio di cassazione nei limiti dei mezzi di produzione consentiti.
- Se il ricorrente non dimostra la sussistenza del pregiudizio tipizzato che consente l'azione, l'opposizione avverso l'estratto di ruolo è inammissibile e il ricorso per cassazione va respinto.
- Le sopravvenienze normative che incidono sui presupposti processuali possono comportare la compensazione integrale delle spese di lite maturate nel giudizio.
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