Cassazione Penale, Sentenza n. 35584/2023 del 24/08/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
MEREU impugnava il rigetto dell'istanza di affidamento in prova ai servizi sociali con riferimento alla residua pena di anni 1, mesi 8, giorni 20 per reati contro il patrimonio, resistenza a pubblico ufficiale e violazione norme di prevenzione. Il ricorrente deduceva violazione di legge (art. 606 c.1 lett. b) c.p.p.) e dell'art. 47 ord. pen., denunciando che il Tribunale non aveva adeguatamente valutato la documentazione prodotta che attestava l'impegno nella ricerca di un lavoro, la partecipazione a corsi e colloqui e, in generale, il percorso di reinserimento sociale, con riferimento al principio di progressività del trattamento rieducativo.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di Sorveglianza abbia adeguatamente motivato il diniego dell'affidamento in prova, avendo considerato la natura e la data dei reati, l'assenza di lavoro stabile, la situazione abitativa (struttura alberghiera a Montecatini Terme a carico di 400€ mensili), il supporto familiare limitato e la mancanza di un progetto di risocializzazione credibile. La Corte ha precisato che la valutazione dell'idoneità della misura alternativa rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 606 comma 1 lett. b) cod. proc. pen.
Norma richiamata dal ricorrente come motivo di cassazione per violazione di legge; la Corte ha ritenuto il motivo infondato perché la decisione di merito era adeguatamente motivata e non soggetta a riconsiderazione dei fatti in sede di legittimità.
art. 47 Ordinamento Penitenziario
Richiamato dal ricorrente rispetto al principio di progressività del trattamento rieducativo; la Corte ha valutato che il Tribunale ha applicato correttamente i criteri richiesti dall'art. 47 nell'esaminare l'idoneità dell'affidamento in prova, con valutazione degli elementi personali, familiari e del percorso di reinserimento.
principio di gradualità del trattamento rieducativo (giurisprudenza consolidata)
La Corte ribadisce che, anche in presenza di elementi positivi, il giudice di merito può legittimamente richiedere un ulteriore periodo di osservazione o altri esperimenti premiali prima di concedere benefici extra-murari; si conferma la discrezionalità giudiziale nella valutazione dell'idoneità delle misure alternative.
Massime di principio
- La concessione dell'affidamento in prova ai servizi sociali richiede una valutazione complessiva e motivata di fattori personali, familiari e comportamentali; la mera produzione di documenti attestanti ricerca di lavoro non obbliga il giudice a concedere il beneficio se manca un progetto di risocializzazione credibile.
- In sede di legittimità la Corte non procede a una rinnovata valutazione di merito dei fatti: può censurare solo vizi di motivazione o violazioni di legge; va quindi curata la motivazione probatoria e il raccordo fra documenti prodotti e le conclusioni richieste.
- Elementi che rafforzano la domanda di misure alternative: rapporto familiare stabile e vicino, lavoro stabile o concreta prospettiva occupazionale (contratto, offerta formale), alloggio certo e progetto di trattamento dettagliato; assenza di tali elementi può legittimare il diniego anche se il comportamento carcerario è positivo.
- Il principio di gradualità consente al giudice di esigere ulteriori periodi di osservazione o esperimenti premiali prima di concedere benefici più ampi; pertanto le istanze dovrebbero mostrare progressività verificabile nel tempo.
- Per impugnare con successo in Cassazione il diniego di una misura alternativa è necessario dimostrare un vizio motivazionale o un errore di diritto evidente; la semplice richiesta di rivalutazione di elementi di fatto è inidonea.
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