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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28429/2025 del 04/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha qualificato il ricorso per saltum come appello e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Bari per il giudizio di merito. Non si sono decise nel merito le censure sulla qualificazione della detenzione come uso personale o ai fini di spaccio: la decisione si limita a convertire il mezzo di impugnazione e a rinviare la valutazione alle cure del giudice d'appello.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'assoluzione per insussistenza del fatto dal reato di cui all'art. 73, comma 1, d.P.R. n. 309/1990 (detenzione di stupefacenti), deducendo violazione di legge e vizi cumulativi di motivazione. In particolare si censura che il Tribunale di Foggia abbia valutato erroneamente il dato quantitativo avvalendosi di un non meglio precisato "tariffario" interno per delimitare la soglia della "lieve entità", abbia trascurato di valutare unitariamente circostanze rilevanti (quantit attiva pari a 29,4025 g, collocazione della "pietra" di cocaina nel poggiatesta dell'auto, ingente somma di denaro sequestrata - €8.470 in una pochette e €2.245 in busta - e lo stazionamento del veicolo in zona nota per spaccio) e abbia omesso di considerare compiutamente le giustificazioni dell'imputato (spiegazione sulla provenienza del denaro e dichiarazione di aver acquistato il veicolo da terzi ignaro della presenza della droga).

Norme richiamate

  • art. 73, comma 1, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sostanziale che punisce la detenzione di sostanze stupefacenti; nel caso era contestata la detenzione ai fini di spaccio e la sentenza di merito aveva assolto per insussistenza del fatto. La Corte non ha deciso sul punto, ma il riferimento è alla qualificazione giuridica della condotta (uso personale vs. detenzione ai fini di spaccio).

  • art. 569 cod. proc. pen.

    Disciplina il ricorso per cassazione (ricorso per saltum) contro sentenze di proscioglimento o assoluzione; la Corte ha applicato la regola che, se il rimedio proposto non è quello corretto per i motivi dedotti, il ricorso deve essere convertito nel mezzo di impugnazione proponibile (appello).

  • art. 593 cod. proc. pen.

    Stabilisce la facolt di impugnare in appello, da parte del pubblico ministero, la sentenza di assoluzione emessa dal giudice di primo grado; fondamento per la conversione in appello e per il proseguimento del gravame da parte dell'Autorit inquirente.

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Indica i motivi per i quali è proponibile il ricorso per cassazione; la Corte ha rilevato che le ragioni addotte non consentivano il ricorso immediato per cassazione e pertanto si è resa necessaria la conversione in appello.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limita la formulazione del ricorso per saltum ai soli motivi necessari a comprendere le ragioni del gravame; citato per spiegare la forma e l'ambito della deduzione effettuata nel ricorso proposto.

Massime di principio

  • La qualificazione della detenzione come uso personale o ai fini di spaccio richiede valutazione complessiva e congiunta di più elementi: quantit e qualit della sostanza (peso in principio attivo), modalità di confezionamento/frazionamento, presenza di bilancini, materiale per il confezionamento, somme di denaro di importo rilevante e modalità della loro custodia, comportamento dell'indagato e contesto territoriale (es. prossimità ad aree note per spaccio).
  • Il solo dato quantitativo non è necessariamente decisivo: numeri sopra certe soglie possono essere indizio forte di finalità di spaccio, ma devono essere interpretati alla luce degli altri elementi probatori e senza ricorrere a criteri "interni" non normativamente previsti (es. "tariffari" non ufficiali).
  • La presenza di ingenti somme di denaro insieme a quantità non trascurabili di stupefacente tende a rafforzare l'ipotesi della detenzione ai fini di spaccio, soprattutto se il denaro è riposto in modo compatibile con attività di cessione (più scomparti, portafogli/pochette facilmente accessibili) e non spiegata in modo credibile dall'imputato.
  • Le giustificazioni difensive (acquisto del veicolo da terzi, ignara disponibilità della droga, provenienza lecita del denaro) non possono essere semplicemente dichiarate "superflue": devono essere valutate e, se possibile, verificate con prove (documenti di acquisto, testimonianze, indagini sulla provenienza del denaro).
  • Quando la parte pubblica propone ricorso per saltum senza che le censure ricorrano nella forma ammessa per la Cassazione, la Corte può convertire il ricorso nell'impugnazione corretta (appello) e rinviare la valutazione al giudice competente: pertanto il ricorrente deve considerare questo rischio procedurale e documentare adeguatamente la forma e i motivi d'impugnazione.
  • Per la costruzione probatoria a carico dell'accusa sono utili elementi indiziari materiali (confezionamenti, bilancini, liste, comunicazioni intercettate, movimenti sospetti di denaro) e la loro valutazione unitaria; l'assenza di frazionamento non esclude automaticamente finalità di spaccio se altri elementi convergono in tal senso.
  • Il giudice deve motivare l'esclusione della rilevanza di certi elementi (es. grosse somme di denaro) e non basarsi su criteri non pubblici o non legalmente fondati; la mancata motivazione o le contraddizioni possono legittimare l'impugnazione e l'esame da parte del giudice d'appello.

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