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Sentenza

Sentenza n. 5762/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento del Decreto di revoca del Nulla Osta al lavoro subordinato a seguito del decreto flussi D.L. n.73/2022 Codice Pratica: -OMISSIS-, notificato a seguito di ultimo accesso agli atti il 16/10/2025.

Giustizia amministrativa202600009

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto della Prefettura di Napoli del 30 maggio 2025 di revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato nell'ambito della procedura flussi, nonché rigetto dell'istanza di riesame e subentro del nuovo datore di lavoro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (lavoratore straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, entrato regolarmente in Italia il 31 ottobre 2022 con visto per lavoro subordinato nell'ambito della procedura flussi, contestava la revoca del nulla osta adottata dopo che il datore originario non aveva prodotto documenti relativi alla propria posizione, all'alloggio e all'asseverazione di congruità, né completato gli ulteriori adempimenti e sottoscritto il contratto di soggiorno. Deduceva anzitutto che il preavviso e il decreto finale non gli erano stati notificati presso il difensore domiciliatario e che aveva acquisito piena conoscenza della revoca soltanto con l'accesso agli atti del 16 ottobre 2025, sicché il ricorso notificato il 5 dicembre 2025 era tempestivo. Nel merito lamentava violazione degli artt. 3, 6, 10-bis, 21-octies e 21-nonies della l. 241/1990 e dell'art. 22 del d.lgs. 286/1998, per difetto d'istruttoria e motivazione e mancata considerazione dell'estraneità del lavoratore agli inadempimenti del datore originario. Contestava inoltre l'applicazione dell'art. 42, comma 2, del d.l. 73/2022, perché l'Amministrazione avrebbe equiparato incompletezze documentali e condotte datoriali all'accertamento sostanziale dei presupposti ostativi. Invocava l'art. 5, comma 5, del d.lgs. 286/1998 e i principi di proporzionalità, ragionevolezza, buona fede e favor lavoratoris, deducendo che non era stata valutata la sua posizione concreta né la sopravvenuta assunzione presso un nuovo datore. In particolare, il rapporto con la nuova società era iniziato il 3 giugno 2025, era stato prorogato fino al 30 maggio 2026 e trasformato a tempo indeterminato dal 31 maggio 2026; il ricorrente censurava quindi anche il rigetto, del 4 dicembre 2025, dell'istanza di riesame e subentro, fondato sull'asserita tassatività delle eccezioni ammesse dalla prassi ministeriale. La Prefettura eccepiva la tardività per l'invio delle PEC ai domicili digitali risultanti nel procedimento e sosteneva nel merito la natura vincolata della revoca per mancata produzione dei documenti e mancata sottoscrizione del contratto di soggiorno.

La decisione

L'eccezione di irricevibilità è respinta: le PEC del 14 gennaio e del 30 maggio 2025 erano state inviate al datore di lavoro e a un altro destinatario, ma non al difensore presso cui il lavoratore aveva eletto domicilio e al quale aveva chiesto di indirizzare le comunicazioni. In mancanza di prova di una conoscenza legale anteriore, il termine decorreva dal 16 ottobre 2025, quando il ricorrente aveva ottenuto piena conoscenza dell'atto con l'accesso agli atti; il ricorso del 5 dicembre era tempestivo. Nel merito il ricorso è accolto. Il TAR ritiene illegittima la revoca perché la motivazione si limitava a elencare carenze documentali e inadempimenti riferibili al datore originario, senza adeguata istruttoria e senza valutare la posizione individuale del lavoratore, l'estraneità di quest'ultimo alle omissioni e gli elementi favorevoli sopravvenuti. L'Amministrazione non può applicare automaticamente la revoca in una procedura semplificata, ma deve rispettare proporzionalità, ragionevolezza e gli obblighi di valutazione e motivazione di cui all'art. 10-bis della l. 241/1990. È decisiva e assorbente la sopravvenuta occupazione, documentata da contratto, proroga, cedolini paga e comunicazioni UniLav, poi stabilizzata a tempo indeterminato: tale elemento modifica il quadro fattuale e non poteva essere ignorato né escluso in modo meccanico invocando la cessazione del rapporto originario o la prassi restrittiva sul subentro. La nota di rigetto dell'istanza di riesame è censurata perché non pondera la nuova realtà lavorativa. Il decreto di revoca è annullato ai fini del riesame, nel quale la Prefettura dovrà considerare pienamente e attualmente il rapporto sopravvenuto e non potrà fondare il diniego esclusivamente sul venir meno del rapporto originario o sulla rigida irrilevanza del subentro. Spese integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 22 d.lgs. 286/1998

    Tale disposizione contempla altresì le ipotesi di rifiuto o di revoca del nulla osta al lavoro, correlate al sopravvenuto accertamento degli elementi ostativi previsti dalla norma, nonché alla mancata sottoscrizione del contratto di soggiorno nei termini di legge.

    La revoca del nulla osta è correlata all'accertamento sopravvenuto degli elementi ostativi previsti dalla disciplina o alla mancata sottoscrizione del contratto di soggiorno nei termini; ciò non esclude, tuttavia, la necessità di una valutazione concreta e rispettosa dei principi generali dell'azione amministrativa.

  • art. 42 d.l. 73/2022

    Si tratta, tuttavia, di un sistema che non può essere interpretato in termini puramente automatici o meccanici.

    La semplificazione delle verifiche nella procedura flussi non rende automatica la revoca: l'esercizio del potere deve rispettare proporzionalità, ragionevolezza, adeguatezza istruttoria e completezza della motivazione.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    In questa prospettiva non può essere obliterato che, ai sensi dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990, l'Amministrazione, ove ritenga di adottare un provvedimento negativo, è tenuta a valutare le osservazioni e la documentazione della parte privata, dando conto nella motivazione finale delle ragioni dell'eventuale mancato accoglimento e non potendo, in caso di successivo annullamento giurisdizionale, addurre per la prima volta motivi ostativi già emergenti dall'istruttoria del provvedimento annullato.

    Prima di adottare un provvedimento negativo l'Amministrazione deve valutare osservazioni e documenti del privato e spiegare nella motivazione finale perché non li accoglie; non può poi introdurre per la prima volta in giudizio motivi ostativi già emergenti dall'istruttoria.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    Ancora, l'art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 286/1998, quale norma di sistema in materia di permesso di soggiorno, impone all'Amministrazione di considerare, nei procedimenti incidenti sul titolo di soggiorno, anche gli elementi favorevoli sopravvenuti formalmente rappresentati o comunque conoscibili prima dell'adozione del provvedimento conclusivo; principio che la giurisprudenza ha letto in chiave non meramente formalistica, bensì come presidio di una valutazione concreta, individualizzata e proporzionata della posizione del cittadino straniero.

    Nei procedimenti incidenti sul soggiorno devono essere considerati gli elementi favorevoli sopravvenuti, purché rappresentati o conoscibili prima della decisione, per una valutazione individualizzata e proporzionata della posizione dello straniero.

  • art. 42, comma 2, d.l. 73/2022

    Al sopravvenuto accertamento negativo delle condizioni di legge consegue, secondo la norma, la revoca del nulla osta e del visto a qualsiasi titolo rilasciato.

    La disposizione collega la revoca all'accertamento negativo sopravvenuto delle condizioni di legge; nel caso esaminato tale previsione non autorizza un automatismo che ometta la valutazione della situazione concreta del lavoratore e delle sopravvenienze favorevoli.

Massime di principio

  • Nelle procedure flussi semplificate, il potere di revoca del nulla osta, pur conseguendo all'accertamento negativo delle condizioni di legge, non può essere esercitato in modo puramente automatico: l'Amministrazione deve svolgere un'istruttoria adeguata e motivare la valutazione secondo proporzionalità e ragionevolezza.
  • Quando la mancata formalizzazione del rapporto di lavoro originario dipende da omissioni o inadempimenti del datore e non del lavoratore straniero, la revoca non può limitarsi a imputare al lavoratore le carenze datoriali senza esaminare la sua posizione concreta e la non imputabilità degli eventi.
  • Nei procedimenti incidenti sul soggiorno, l'Amministrazione deve valutare gli elementi favorevoli sopravvenuti che siano stati rappresentati o siano comunque conoscibili prima della decisione, compreso un rapporto di lavoro alternativo effettivo e documentato.
  • La sopravvenienza di un rapporto di lavoro reale e stabilizzato può incidere in modo decisivo sul quadro fattuale della revoca del nulla osta e impone il riesame della posizione; il diniego non può fondarsi esclusivamente sul venir meno del rapporto originario o sull'irrilevanza formale del subentro.
  • Ai fini della decorrenza del termine d'impugnazione, l'invio di comunicazioni a destinatari diversi dal difensore presso cui il privato aveva eletto domicilio e chiesto di ricevere le comunicazioni non prova, di per sé, la tempestiva conoscenza legale dell'atto da parte dell'interessato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazionePartecipazione procedimentale

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