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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20583/2024 del 24/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna per omessa motivazione in relazione al motivo di appello che sosteneva il mancato riconoscimento della continuazione tra il reato contestato (detenzione di hashish trovato nel borsello) e reati già giudicati con sentenze irrevocabili. Sosteneva che alcune condanne pregresse avrebbero dovuto essere aggregate per continuità del disegno criminoso.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha ritenuto che la questione sul riconoscimento della continuazione fosse già stata esaurientemente trattata dal Tribunale di primo grado, che aveva escluso la continuità valorizzando la eterogeneità della maggior parte delle condanne pregresse (reati contro il patrimonio e spendita di monete false) e, quanto all'unica condanna per lo stesso titolo di reato, l'ampio intervallo temporale (un anno e undici mesi) tra gli episodi. La Corte ha inoltre osservato la carenza di specificità della doglianza difensiva e ha applicato il principio di inammissibilità per assenza d'interesse quando l'appello omesso riguarda motivo 'ah origine' manifesto infondato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza - Sez. 2, n. 35949 del 20/06/2019, Liberti, Rv. 276745 - 01

    in tema d'impugnazioni è inammissibile, per carenza d'interesse, il ricorso per cassazione avverso la sentenza di secondo grado che non abbia preso in considerazione un motivo di appello inammissibile 'ah origine' per manifesta infondatezza, in quanto l'eventuale accoglimento della doglianza non sortirebbe alcun esito favorevole in sede di giudizio di rinvio

    La Corte applica questo precedente per escludere la rilevanza del mancato esame del motivo in appello quando il motivo stesso era stato preventivamente e correttamente respinto dal primo giudice come manifestamente infondato; in tali casi il ricorso per cassazione è privo di interesse e va dichiarato inammissibile.

Massime di principio

  • Se il primo giudice ha motivato in modo congruo e non viziato l'esclusione della continuazione (per eterogeneità dei reati e/o significativo intervallo temporale), un rilievo successivo che non produca un diverso esito favorevole è difficilmente utilizzabile in Cassazione.
  • Per contestare con successo l'omessa motivazione sulla continuazione occorre dimostrare specificamente l'errore probatorio o logico del primo giudice: argomentazioni generiche o congetturali sono insufficienti.
  • La riconoscibilità della continuazione richiede la sussistenza di un medesimo disegno criminoso, omogeneità dei titoli di reato e congrua prossimità temporale; singole condanne per reati diversi (es. patrimonio vs stupefacenti) ostano al riconoscimento della continuazione.
  • In sede di impugnazione la mancata trattazione di un motivo da parte della Corte territoriale può essere rilevante in Cassazione solo se il motivo non risultava "ah origine" manifestamente infondato; altrimenti il ricorso è inammissibile per carenza d'interesse.
  • Per evitare l'inammissibilità in Cassazione, il difensore deve formulare motivi di gravame con specificità e indicare chiaramente in che modo la diversa valutazione avrebbe potuto modificare il risultato processuale.

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