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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32405/2024 del 09/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto negativo di competenza per la determinazione del giudice territoriale competente in un procedimento a carico di Marilanda Maiello per reati tributari (art. 2 e art. 8 d.lgs. 74/2000). Il GUP di Avellino aveva dichiarato incompetente trasferendo gli atti a Nola individuando come primo reato, con vis attractiva, l'emissione di fatture inesistenti dalla ditta Operosa (fatto non contestato alla Maiello) e collocando la competenza a Nola. Il GUP di Nola, invece, ha ritenuto che il primo reato contestato fosse in luogo ignoto e, ricorrendo al criterio successivo, ha individuato la competenza in base al domicilio fiscale della società (art. 18 d.lgs. 74/2000), che cadeva in Avellino, e ha quindi declinato la propria competenza sollevando conflitto negativo.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il conflitto e ha affermato la competenza del Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Avellino. Ha motivato che non è possibile spostare la competenza sulla base di ipotesi di reato non contestate nel presente procedimento o su generici riferimenti a procedimenti pendenti contro altri soggetti; avendo il primo reato contestato alla Maiello (art. 8 d.lgs. 74/2000 relativo a fattura del 15/10/2016) luogo ignoto, va applicato il criterio successivo: trattandosi di reato dichiarativo (art. 2 d.lgs. 74/2000) si applica l'art. 18 comma 2 d.lgs. 74/2000 e la competenza va al giudice del domicilio fiscale (sede legale o, se fittizia, sede effettiva) che nel caso ricade ad Avellino. Gli atti sono quindi restituiti al GUP di Avellino.

Norme richiamate

  • art. 16 cod. proc. pen.

    art. 16 comma 1 cod. proc. pen.

    Regola la determinazione della competenza per i reati connessi: quando i reati sono connessi e di pari gravità la competenza si individua nel luogo del primo reato (vis attractiva). Applicata anche alle connessioni tra reati tributari.

  • art. 32 cod. proc. pen.

    Attribuisce alla Corte il potere di decidere sui conflitti di competenza che determinano la stasi del procedimento; utilizzato per risolvere il conflitto negativo tra i due GUP.

  • d.lgs. 74/2000 - art. 2

    Reato dichiarativo (utilizzo di fatture per operazioni inesistenti nelle dichiarazioni fiscali). Per la competenza territoriale di questo tipo di reato si applica il criterio del domicilio fiscale previsto dall'art. 18 comma 2.

  • d.lgs. 74/2000 - art. 8

    Reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti; la localizzazione del reato segue il luogo dell'accertamento/commissio delicti, ma tale reato può concorrere alla determinazione della competenza solo se è effettivamente contestato nel procedimento in esame.

  • d.lgs. 74/2000 - art. 18

    art. 18 comma 1 e comma 2 d.lgs. 74/2000

    Stabilisce i criteri di attribuzione della competenza territoriale per i reati tributari: il comma 1 disciplina la collocazione per alcuni reati (luogo dell'accertamento), il comma 2 dispone che per i reati di natura dichiarativa la competenza è del giudice del domicilio fiscale (sede legale o, se fittizia, sede effettiva).

  • Sez. Unite, 16/07/2009, n. 40537 (Orlandelli)

    Sez. Unite 40537 del 16/07/2009

    Principio secondo cui, se il luogo del primo reato è ignoto, la competenza si determina sulla base del reato successivamente più grave; principio richiamato nel dibattito tra i giudici ma applicato congiuntamente alle regole specifiche dei reati tributari.

  • Sez. 3, n. 31517 del 29/09/2020 (Eusebio) e altre giurisprudenze citate

    Sez. 3, n. 31517 del 29/09/2020; Sez. 3, n. 27606 del 14/09/2020; Sez. 3, n. 20504 del 19/02/2014

    Confermano l'applicabilità dell'art. 16 cod. proc. pen. ai reati tributari connessi e precisano l'applicazione dell'art. 18 d.lgs. 74/2000 (domicilio fiscale, verifica della sede effettiva se la sede legale è fittizia).

Massime di principio

  • Quando i reati tributari sono connessi e di pari gravità, la competenza territoriale si individua secondo l'art. 16 cod. proc. pen.: nel luogo del primo reato dotato di vis attractiva.
  • Non è lecito spostare la competenza sulla base di reati o fatti non contestati nel presente procedimento o su generici riferimenti a procedimenti pendenti contro altri soggetti; la valutazione deve basarsi sugli atti e sulle contestazioni specifiche del processo in corso.
  • Se il luogo del primo reato è ignoto, si applica il criterio previsto dalla giurisprudenza: si individua la competenza in base al reato successivamente più grave; per i reati dichiarativi (art. 2 d.lgs. 74/2000) ciò comporta l'applicazione dell'art. 18 comma 2 (domicilio fiscale).
  • Per i reati di natura dichiarativa la competenza segue il domicilio fiscale: per le società si prende la sede legale, salvo che questa risulti meramente fittizia, nel qual caso si considera la sede effettiva.
  • L'emissione di fatture inesistenti (art. 8) può radicare la competenza nel luogo dell'accertamento, ma solo se tale reato è effettivamente contestato nel medesimo procedimento; non possono essere utilizzate affermazioni vaghe di altri procedimenti per modificare la competenza territoriale.
  • Sempre verificare la corrispondenza tra le imputazioni formali e i fatti presi in considerazione per la determinazione della competenza: la regola applicabile è quella risultante dalle contestazioni attuali e dalle regole speciali per i reati tributari.

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