Corte di giustizia, Sentenza C-661/20
Sentenza della Corte (Sesta Sezione) del 22 giugno 2022. — Commissione europea contro Repubblica slovacca. — Inadempimento di uno Stato – Direttiva 92/43/CEE – Articolo 6, paragrafi 2 e 3 – Conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche – Direttiva 2009/147/CE – Articolo 4, paragrafo 1 – Conservazione degli uccelli selvatici – Gallo cedrone (Tetrao urogallus) – Programmi di gestione forestale – Tagli d’urgenza – Opportuna valutazione della loro incidenza – Siti Natura 2000 – Zone di protezione speciale designate per la conservazione del gallo cedrone – Assenza di misure volte a prevenire il degrado degli habitat nonché di misure speciali di conservazione in talune zone. — Causa C-661/20
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha accolto il ricorso della Commissione contro la Slovacchia in materia di tutela del gallo cedrone e delle zone Natura 2000. Ha ritenuto che la normativa e la prassi nazionali fossero incompatibili con gli obblighi di valutazione preventiva degli interventi forestali, di prevenzione del degrado degli habitat e di adozione di misure speciali di conservazione. La sentenza ribadisce che la protezione richiesta dalle direttive habitat e uccelli deve essere concreta, preventiva e sistematica, non affidata a interventi episodici o a progetti non ancora attuati.
Inadempimento della Slovacchia in materia di tutela Natura 2000 e del gallo cedrone: mancata valutazione appropriata di piani e progetti forestali e insufficienza delle misure di conservazione e prevenzione del degrado degli habitat.
La questione giuridica
Se la normativa e la prassi slovacche fossero compatibili con: (i) l’articolo 6, paragrafo 3, della direttiva habitat, in combinato disposto con l’articolo 7, nella parte in cui esentavano programmi di preservazione forestale, tagli d’urgenza e misure di emergenza forestale dalla previa opportuna valutazione dell’incidenza; (ii) l’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva habitat, per omessa adozione di misure idonee a impedire il degrado degli habitat e la perturbazione significativa del gallo cedrone nelle ZPS; (iii) l’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva uccelli, per mancata adozione di misure speciali di conservazione efficacemente attuate nelle ZPS designate per tale specie.
Principio di diritto
La Corte ha dichiarato che uno Stato membro viola l’articolo 6, paragrafo 3, della direttiva habitat quando esenta in via generale determinate categorie di interventi forestali, come programmi di gestione, tagli d’urgenza e misure di emergenza, dalla preventiva opportuna valutazione dell’incidenza sui siti Natura 2000; viola inoltre l’articolo 6, paragrafo 2, quando non adotta misure strutturali e sistematiche per prevenire il degrado degli habitat e perturbazioni significative in zone speciali di conservazione; infine, viola l’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva uccelli quando non adotta e non attua misure speciali di conservazione effettive e stabili per le ZPS designate alla conservazione del gallo cedrone. La Corte ha quindi accolto integralmente il ricorso della Commissione e condannato la Slovacchia alle spese.
Norme richiamate
- Articolo 258 TFUE
- Articolo 6, paragrafi 2, 3 e 4, direttiva 92/43/CEE (direttiva "habitat")
- Articolo 7, direttiva 92/43/CEE
- Articolo 2, paragrafo 2, direttiva 92/43/CEE
- Articolo 4, paragrafo 1, direttiva 2009/147/CE (direttiva "uccelli")
Inadempimento della Slovacchia in materia di tutela Natura 2000 e del gallo cedrone
La pronuncia è una sentenza in ricorso per inadempimento ex articolo 258 TFUE proposta dalla Commissione europea contro la Repubblica slovacca. La controversia riguarda la gestione forestale in numerose ZPS designate per la conservazione del gallo cedrone (Tetrao urogallus) e, più in generale, il rispetto degli obblighi derivanti dalle direttive habitat e uccelli.
Contesto normativo europeo e nazionale
Sul versante UE, la Corte richiama in particolare:
- l’articolo 6, paragrafi 2, 3 e 4, e l’articolo 7 della direttiva 92/43/CEE (direttiva habitat);
- l’articolo 2, paragrafo 2, della direttiva habitat;
- l’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2009/147/CE (direttiva uccelli).
Sul piano nazionale, sono esaminate la legge slovacca sulla conservazione della natura e la legge sulle foreste, con specifico riguardo alle disposizioni su programmi di preservazione forestale, tagli d’urgenza, misure di prevenzione dei danni forestali e procedure di valutazione degli impatti sui siti protetti.
Procedimento precontenzioso
La Commissione aveva ricevuto denunce su uno sfruttamento forestale eccessivo nelle ZPS del gallo cedrone. Dopo la lettera di diffida del 19 luglio 2018 e il parere motivato del 24 gennaio 2019, riteneva persistente la non conformità della normativa slovacca, nonostante modifiche legislative entrate in vigore il 1° gennaio 2020. Ha quindi adito la Corte il 5 dicembre 2020.
Prima censura: mancanza di opportuna valutazione dell’incidenza ex articolo 6, paragrafo 3
La Commissione contestava l’esenzione, dall’obbligo di valutazione appropriata, dei programmi di preservazione forestale (PPF), dei tagli d’urgenza e delle misure destinate a prevenire minacce e danni alle foreste.
La Corte, in via preliminare, ha limitato l’esame alla normativa vigente alla scadenza del termine del parere motivato, dichiarando irricevibili le censure nella parte riferita alle modifiche normative del 1° gennaio 2020, poiché tali modifiche introducevano regole nuove non equivalenti alla disciplina precedente.
Nel merito, ha ritenuto:
- che i PPF fossero piani non direttamente connessi o necessari alla gestione dei siti Natura 2000 e che, nella versione rilevante, non fossero sottoposti a una valutazione appropriata;
- che i tagli d’urgenza fossero ammessi in via generale senza previa valutazione dell’incidenza, con un meccanismo di consenso presunto dell’autorità competente, incompatibile con l’articolo 6, paragrafo 3;
- che anche le misure di prevenzione delle minacce alle foreste e di rimozione dei danni causati da agenti nocivi non fossero assoggettate, in modo generalizzato e sufficiente, a valutazione appropriata.
La Corte ha quindi dichiarato l’inadempimento della Slovacchia all’articolo 6, paragrafo 3, della direttiva habitat, in combinato disposto con l’articolo 7.
Seconda censura: mancata prevenzione del degrado degli habitat e della perturbazione significativa ex articolo 6, paragrafo 2
La Commissione sosteneva che la Slovacchia non avesse adottato misure adeguate per prevenire il degrado degli habitat del gallo cedrone e la perturbazione significativa della specie nelle ZPS interessate.
La Corte ha ricordato che l’articolo 6, paragrafo 2, impone una protezione sostanziale e non solo reattiva: occorrono anche misure positive, strutturali e sistematiche, idonee a garantire la conservazione degli habitat e delle specie.
Sulla base degli elementi di fatto, la Corte ha valorizzato:
- il forte declino della popolazione del gallo cedrone nelle ZPS;
- l’incidenza negativa di tagli intensivi e uso di pesticidi;
- il carattere episodico e non sistemico delle decisioni e ispezioni adottate dalle autorità slovacche;
- la natura meramente progettuale di molte misure invocate dallo Stato membro.
Ha concluso che la Slovacchia aveva omesso di adottare le opportune misure di prevenzione richieste e ha accertato la violazione dell’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva habitat, in combinato disposto con l’articolo 7.
Terza censura: mancata adozione di misure speciali di conservazione ex articolo 4, paragrafo 1, direttiva uccelli
La Commissione contestava l’assenza di misure speciali di conservazione per l’habitat del gallo cedrone in sette ZPS designate per la sua conservazione.
La Corte ha ribadito che l’articolo 4, paragrafo 1, richiede non solo la previsione formale delle misure, ma la loro effettiva attuazione, in modo completo, chiaro e preciso, così da garantire la sopravvivenza e la riproduzione della specie nella sua area di distribuzione.
Ha osservato che:
- nelle sette ZPS interessate non risultavano adottati programmi di preservazione effettivamente attuati;
- i progetti e le iniziative richiamati dalla Slovacchia erano ancora in fase preparatoria;
- le misure adottate su base temporanea o provvisoria non assicuravano una protezione duratura.
Ne ha tratto la conclusione che la Slovacchia aveva violato l’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva uccelli.
Decisione e conseguenze
La Corte ha accolto integralmente il ricorso della Commissione e ha dichiarato che la Repubblica slovacca era venuta meno agli obblighi derivanti:
- dall’articolo 6, paragrafo 3, della direttiva habitat, in combinato disposto con l’articolo 7;
- dall’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva habitat, in combinato disposto con l’articolo 7;
- dall’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva uccelli.
La Slovacchia è stata inoltre condannata alle spese.
Principi affermati
La sentenza conferma che, in materia Natura 2000:
- l’esenzione generalizzata di categorie di interventi forestali dalla valutazione appropriata è incompatibile con l’articolo 6, paragrafo 3, della direttiva habitat;
- l’articolo 6, paragrafo 2, impone misure preventive effettive, strutturali e non meramente episodiche;
- l’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva uccelli richiede misure speciali di conservazione effettivamente attuate, non solo programmate o temporanee.
Per i professionisti, la sentenza evidenzia che la gestione forestale nelle aree Natura 2000 deve essere integrata in un sistema autorizzatorio e conservazionistico rigoroso, fondato su valutazioni preventive individualizzate e su misure di tutela realmente operative.
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