Sentenza del 25/09/2019 n. 23853 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
A seguito di una verifica fiscale, l'Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione maggiori imponibili ai fini IRPEF, IRAP e IVA per gli anni 2003 e 2004, ritenendo inesistenti alcune operazioni fatturate e non documentati altri costi. La Commissione Tributaria Regionale aveva confermato gli avvisi di accertamento richiamando genericamente le dichiarazioni della moglie del contribuente e la mancata disponibilità delle scritture contabili. R.I. ha impugnato la sentenza per vari motivi, tra cui l'omessa pronuncia sulle questioni dedotte e la motivazione apparente.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo che la sentenza d'appello fosse nulla per motivazione apparente: il giudice regionale non aveva esaminato concretamente le risultanze processuali né i diversi motivi di gravame, limitandosi ad affermazioni generiche. Gli altri motivi sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione, che dovrà riesaminare le questioni e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità. Non è stata quindi definita definitivamente la fondatezza degli accertamenti fiscali.
Norme richiamate
Art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.
La motivazione della sentenza deve esporre le ragioni di fatto e di diritto della decisione.
La motivazione è nulla quando è totalmente mancante o meramente apparente, cioè quando non consente di comprendere il percorso logico e giuridico seguito dal giudice.
Art. 111, comma 6, Costituzione
Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.
L'obbligo costituzionale di motivazione richiede che la decisione esponga ragioni effettive, verificabili e non meramente assertive.
Art. 112 c.p.c.
Il giudice deve pronunciarsi sulle domande e sulle eccezioni proposte dalle parti; l'omesso esame di questioni rilevanti può determinare nullità della sentenza.
Art. 36, n. 4, D.Lgs. n. 546/1992
Nel processo tributario la sentenza deve contenere una motivazione idonea a rendere comprensibili le ragioni della decisione.
Art. 42, comma 1, D.P.R. n. 600/1973
La norma disciplina la sottoscrizione e la validità degli avvisi di accertamento; nel caso concreto la relativa censura non è stata esaminata per l'accoglimento del primo motivo.
Art. 56 D.P.R. n. 633/1972
La norma riguarda gli accertamenti IVA; la questione non è stata decisa nel merito perché assorbita.
Art. 7, comma 1, Legge n. 212/2000
Gli atti dell'amministrazione finanziaria devono essere motivati e consentire al contribuente di comprendere le ragioni della pretesa, anche quando richiamano altri atti.
Art. 2697 c.c.
Chi pretende di far valere un diritto deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento; la questione relativa alla prova del maggior reddito non è stata esaminata nel merito.
Art. 19 D.P.R. n. 633/1972
Disciplina il diritto alla detrazione dell'IVA sugli acquisti; la relativa censura è rimasta assorbita.
Art. 18 della VI Direttiva 77/388/CEE
Riconosce, alle condizioni previste, il ruolo della fattura quale documento per l'esercizio del diritto alla detrazione IVA; la Corte non ha deciso la questione sostanziale.
Massime di principio
- Una sentenza d'appello è nulla per motivazione apparente quando si limita a formule generiche o a richiamare alcuni indizi senza confrontarsi con le prove, gli atti e le specifiche censure della parte.
- Il giudice deve esaminare le questioni decisive dedotte nel gravame e spiegare perché ritiene attendibili determinati elementi e irrilevanti o insufficienti quelli contrari.
- La cassazione per motivazione apparente non comporta automaticamente la vittoria definitiva sul merito: normalmente determina il rinvio al giudice di merito per una nuova decisione.
- In materia tributaria, dichiarazioni di terzi e irregolarità contabili possono costituire elementi indiziari, ma la decisione deve illustrare concretamente il loro collegamento con ciascun rilievo fiscale.
- Quando l'atto impositivo richiama un verbale o documenti esterni, occorre verificare che il contribuente possa conoscerne il contenuto e che il giudice esamini effettivamente la documentazione rilevante.
- Le questioni non esaminate perché assorbite dalla cassazione dovranno essere valutate dal giudice del rinvio, se ancora rilevanti ai fini della decisione.
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