Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33382/2025 del 08/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente per il reato contestato ex art. 316-bis c.p., in relazione a un finanziamento pubblico connesso al P.N.R.R. ricevuto dalla società Piscor S.r.l. Il ricorrente ha contestato: i) l'assenza del fumus commissi delicti, sostenendo di aver rendicontato spese compatibili con il progetto (prodotte postume fatture e estratti conto Intesa/PayPal) e denunciando un'apparenza di motivazione; ii) vizi nell'esecuzione del provvedimento di sequestro, perché sono stati sequestrati beni personali dell'amministratore prima di aver accertato la incapienza patrimoniale della società (violazione dell'ordine di priorità nell'aggressione del patrimonio aziendale), nonostante la difesa avesse prodotto una relazione tecnica sulla capienza patrimoniale della società.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto sussistente il fumus commissi delicti e il periculum in mora: sono stati valorizzati i trasferimenti ingiustificati di fondi dal conto corrente dedicato ad altri conti aziendali, la genericità delle descrizioni nelle fatture prodotte (che rendevano non pertinenti molte spese rispetto al progetto finanziato), la rendicontazione limitata alle spese operate sul conto dedicato per un importo molto inferiore rispetto alla prima tranche ricevuta (64.254,78 euro rendicontati su 150.000 euro erogati) e la tardiva produzione di documenti difensivi. Quanto al sequestro sui beni personali dell'amministratore, è stata confermata la legittimità del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente (art. 322-ter c.p.), subordinato alla accertata incapienza della società (fase esecutiva riservata al PM e al giudice dell'esecuzione). La Corte ha inoltre precisato che le questioni relative alla corretta individuazione e capienza dei beni vanno trattate nella fase di esecuzione tramite gli strumenti di cui agli artt. 665 e ss. c.p.p. e, se necessario, con il ricorso previsto dall'art. 666 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 316-bis cod. pen.

    Norma richiamata come titolo di reato per la presunta distrazione di finalità di uso di un finanziamento pubblico concesso alla società; il fatto di non aver destinato integralmente le somme al progetto è stato ritenuto indizio della fattispecie contestata.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Fondamento della competenza del Tribunale di Pescara in funzione di giudice del riesame sul decreto del G.I.P.; il riesame ha confermato il decreto di sequestro.

  • art. 322-ter cod. pen.

    Base normativa per la confisca per equivalente applicabile anche quando il profitto del reato non sia materialmente rinvenibile nel patrimonio dell'ente beneficiario, consentendo quindi l'aggressione del patrimonio dell'amministratore qualora emerga l'incapienza della società.

  • art. 240 cod. pen.

    Richiamato come principio generale secondo il quale il profitto del reato può essere confiscato nei confronti di chiunque ne abbia conseguito la disponibilità, salvo la tutela della buona fede del terzo.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiamato per delimitare l'ambito del ricorso per cassazione in materia di sequestro preventivo: ammesso solo per violazione di legge o vizi della motivazione così gravi da renderla del tutto mancante.

  • art. 665 e ss. cod. proc. pen.

    Individuano i rimedi per contestare l'esecuzione del sequestro (verifica della capienza, modalità di esecuzione), rimessi alla fase esecutiva e al controllo del pubblico ministero e del giudice dell'esecuzione.

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al possibile ricorso per cassazione contro i provvedimenti di esecuzione del sequestro (comma 6), distinguendo la fase cautelare (riesame) da quella esecutiva.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato alla fine del provvedimento per le conseguenze del rigetto (tipicamente riguardanti spese/provvedimenti consequenziali), come norma procedurale evocata per effetti consequenziali alla decisione.

Massime di principio

  • Se un finanziamento vincola l'uso dei fondi a un conto 'dedicato', lo spostamento di somme su altri conti aziendali senza giustificazione formale costituisce un forte indizio di uso improprio e può fondare il fumus commissi delicti.
  • La mera produzione tardiva di documentazione giustificativa (fatture, estratti conto) dopo l'avvio di accertamenti o il sequestro riduce il valore probatorio di tali documenti e può essere considerata indice di occultamento o malafede.
  • In presenza di un ente beneficiario insolvente o in liquidazione, la confisca per equivalente può essere disposta nei confronti dell'amministratore qualora il profitto non sia reperibile nel patrimonio societario; la verifica puntuale della capienza aziendale è però demandata alla fase esecutiva.
  • Le questioni relative alle modalità pratiche di esecuzione del sequestro (quali beni individuare concretamente e l'ordine di priorità nell'aggressione patrimoniale) vanno sollevate con i rimedi previsti per la fase esecutiva (art. 665 e ss.), non con il ricorso per cassazione sul provvedimento cautelare quando non sussistono vizi di legge.
  • Il ricorso per cassazione avverso provvedimenti di sequestro è limitato: occorre dimostrare violazioni di legge o vizi motivazionali così gravi da rendere incomprensibile l'itinerario logico del giudice; valutazioni di merito sui fatti probatori difficilmente sono rimesse alla Corte di legittimità.
  • Per evitare rischi di sequestro o confisca, chi gestisce fondi vincolati deve usare scrupolosamente i canali e i conti previsti dal contratto di finanziamento, conservare e produrre tempestivamente rendicontazione dettagliata e coerenza tra pagamenti e fatture.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.