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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40817/2022 del 27/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato era stato condannato dal Giudice di pace per non aver ottemperato al decreto di espulsione e all'ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni (art. 14, co. 5-ter d.lgs. 286/1998). Il ricorrente ha impugnato la sentenza denunciando nullità processuali ai sensi dell'art. 420-bis c.p.p.: pur essendo stato eletto domicilio presso il difensore d'ufficio, era senza fissa dimora, non aveva rapporti con il difensore e non aveva conoscenza del procedimento; il giudice non ha effettuato accertamenti sull'effettiva instaurazione del rapporto professionale né su ulteriori indici di conoscenza. In secondo luogo ha censurato la motivazione del diniego della causa di estinzione per particolare tenuità (art. 34 d.lgs. 274/2000), ritenendo la condotta di scarsa offensività.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo di ricorso: ha ritenuto che la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non sia sufficiente a provare la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato e che il giudice di primo grado avrebbe dovuto verificare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o altri elementi idonei. Per tale vizio la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio al Giudice di pace di Varese in diversa persona fisica. L'esame del secondo motivo è stato assorbito dall'annullamento.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 286/1998, art. 14, comma 5-ter

    Norma sostanziale contestata: punisce la violazione del provvedimento di espulsione e l'omessa osservanza dell'ordine di lasciare il territorio nazionale; è il titolo del reato per cui l'imputato era stato condannato.

  • codice di procedura penale, art. 420-bis

    La Corte interpreta la norma in senso rigoroso: la mera elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non costituisce di per sé prova che l'imputato abbia avuto conoscenza del procedimento; il giudice deve verificare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o altri indici di conoscenza.

  • codice di procedura penale, art. 161

    Norma sulle notificazioni presso il domicilio eletto; nel caso concreto gli atti sono stati notificati al difensore domiciliatario ai sensi di questa disposizione, ma la Corte richiede accertamenti supplementari per la validità della notifica.

  • codice di procedura penale, art. 162, comma 4-bis

    Richiamata la revisione normativa del 2018 collegata alla materia delle notificazioni e delle modalità di elezione del domicilio; la Corte rileva che l'elezione nel caso de quo risale a epoca precedente alla riforma, rafforzando l'esigenza di accertamenti sull'effettività del rapporto.

  • d.lgs. n. 274/2000, art. 34

    Norma sulla causa di estinzione per particolare tenuità del fatto: la Corte non ha deciso sul merito ma ricorda che il diniego deve essere motivato e non apparente; l'esame di tale motivo è stato assorbito dall'annullamento per vizio procedurale.

  • Sez. U. n. 23948 del 28/11/2019 (Ismail)

    Giurisprudenza guida: stabilisce che la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non può essere considerata sufficiente per dichiarare l'assenza dell'imputato; il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o altri indici di conoscenza.

  • Sez. U., n. 42792 del 31/10/2001

    Principio secondo cui la Corte di cassazione, nel sindacare vizi in procedendo denunciati, può compiere verifiche ex actis sull'osservanza delle norme processuali; richiamata per giustificare l'esame documentale compiuto.

  • Sez. 5, n. 22752 del 21/01/2021 (Georgieva Ivanka)

    Ulteriore conformazione giurisprudenziale che conferma il principio dell'inefficacia della notifica al difensore domiciliatario in assenza di prova dell'effettivo rapporto o di altri indici di conoscenza.

Massime di principio

  • La notifica degli atti al difensore d'ufficio, per quanto prevista, non prova automaticamente che l'imputato abbia avuto conoscenza del procedimento: il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o altri elementi che rendano certa la conoscenza.
  • Quando l'imputato è senza fissa dimora o gravato da provvedimenti che impediscono la sua presenza (es. obbligo di lasciare il territorio nazionale), occorre maggiore cautela e diligenti accertamenti sulle modalità di elezione del domicilio e sul rapporto con il difensore domiciliatario.
  • La mancata verifica dell'effettività del rapporto tra difensore e imputato può determinare la nullità della notificazione e l'annullamento della sentenza con rinvio.
  • Le censure processuali sui vizi di notifica devono essere esaminate ex actis: la Corte può verificare dai documenti quando è stata formulata l'elezione di domicilio e se vi siano atti o dichiarazioni che attestino il rapporto professionale.
  • Il diniego della causa di estinzione per particolare tenuità richiede motivazione non apparente; tuttavia, questioni procedurali rilevanti e risolte a favore dell'imputato possono assorbire l'esame di tali questioni di merito.

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