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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27315/2025 del 24/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al capo 5), ritenendo che l'azione penale non poteva essere iniziata per difetto di querela, ed ha eliminato la pena relativa (già ridotta per il rito) pari a giorni venti di reclusione ed euro 34 di multa. Decisione del 09/07/2025

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'unico motivo del ricorso denunciava il difetto di una valida querela rispetto al capo 5), perché nella denuncia della persona offesa (esplicitamente qualificata) mancava la manifestazione, anche tacita o implicita, di una chiara istanza punitiva; quindi risultava assente la condizione di procedibilità necessaria per esercitare l'azione penale

Massime di principio

  • Per i reati procedibili a querela la presenza di una querela valida è condizione di procedibilità: se manca un'istanza punitiva chiara (anche tacita), l'azione penale non può essere esercitata
  • Una semplice denuncia della persona offesa non equivale automaticamente a querela se non emerge la volontà di perseguire penalmente
  • Il difetto di querela può comportare l'annullamento del capo di imputazione interessato e l'eliminazione delle relative pene, anche se gli altri capi restano inalterati
  • La questione della validità della querela è di ordine pubblico e può essere rilevata in ogni stato e grado del procedimento
  • Nella pratica, per evitare azioni infirmabili, è consigliabile che la persona offesa manifesti espressamente (o in modo inequivocabile anche implicito) la volontà di perseguire il reato; il pubblico ministero e il giudice devono verificare tale condizione prima di procedere
  • La valutazione della sussistenza di un'istanza punitiva è caso per caso: anche atti o dichiarazioni possono, se sufficientemente chiari, integrare la querela

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