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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25231/2022 del 01/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava principalmente due profili: 1) omissione da parte della Corte d'Appello nel dichiarare l'estinzione del reato per decorso del termine di prescrizione, nonostante richiesta formulata all'udienza del 26/10/2018 dalla pubblica accusa e dalla difesa; 2) vizio di motivazione per avere la Corte escluso la legittima difesa in modo contraddittorio e travisando il racconto dell'unico teste escusso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo: ha ritenuto che il reato (lesioni aggravate contestate in data 06/05/2008) fosse estinto per prescrizione alla data della sentenza di appello (26/10/2018) e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata agli effetti penali (declarazione di estinzione del reato per prescrizione). Sul secondo profilo (legittima difesa) e sugli altri aspetti di merito la Cassazione ha ritenuto le doglianze infondate; quanto agli effetti civili ha respinto il ricorso, confermando la pronuncia di condanna al risarcimento del danno disposta dai giudici di merito.

Norme richiamate

  • art. 606 c.p.p.

    Individua i motivi di ricorso in Cassazione; la Corte ha ritenuto ammissibile il motivo che deduce l'intervenuta prescrizione anche se proposto come unico motivo.

  • art. 129 c.p.p.

    Impone l'obbligo del giudice di dichiarare immediatamente, anche d'ufficio, le cause di non punibilità come la prescrizione; la violazione di tale obbligo giustifica l'annullamento per cassazione.

  • art. 582 c.p.

    Norma sul delitto di lesioni personali, contestata come fattispecie di base.

  • art. 583 c.p.

    Considerata circostanza aggravante (non reato autonomo) che costituisce aggravante ad effetto speciale ai sensi dell'art. 63 c.p.

  • art. 63 c.p.

    Regola le aggravanti ad effetto speciale; la Corte ha ritenuto applicabile la recidiva specifica come aggravante ad effetto speciale insieme all'art. 583.

  • art. 99 c.p.

    Riferito alla recidiva (comma quarto) con conseguente incremento della pena e rilevanza ai fini del calcolo della prescrizione.

  • art. 157 c.p.

    Stabilisce la durata massima della pena edittale e, congiuntamente alle aggravanti, è stata usata per determinare il termine massimo di prescrizione (calcolato in 10 anni nel caso concreto).

  • art. 69 c.p.

    Norma sulle circostanze attenuanti e sul giudizio di equivalenza; richiamata nella motivazione sulla dosimetria della pena in sede di merito.

Massime di principio

  • La prescrizione maturata prima della pronuncia d'appello deve essere dichiarata dal giudice anche d'ufficio: la Cassazione può rilevarla e accoglierla anche se non eccepita nel grado di merito.
  • La mancata dichiarazione, da parte del giudice di merito, di una causa di non punibilità prevista dall'art. 129 c.p.p. integra una palese violazione di legge soggetta a cassazione.
  • L'annullamento per prescrizione può essere disposto senza rinvio agli effetti penali quando non emergono dagli atti elementi idonei a escludere l'esistenza del fatto o la sua rilevanza penale.
  • Gli effetti civili (es. condanna a risarcimento del danno) possono rimanere confermati anche quando la sentenza penale è annullata per prescrizione; la decisione sui profili civili va valutata separatamente.
  • Questioni di merito come il riconoscimento della legittima difesa richiedono valutazioni probatorie specifiche e, se fondate su una diversa lettura dei fatti o rivalutazione delle prove, difficilmente vengono accolte in sede di legittimità salvo vizi motivazionali formali o violazioni di legge.

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