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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18006/2022 del 05/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del 29/06/2021 che aveva confermato la misura di sicurezza della colonia agricola applicata con ordinanza del 07/12/2016. Aggiungeva violazione di legge e mancanza assoluta della motivazione, in particolare ai sensi dell'art. 125, comma 3, c.p.p., lamentando che il Tribunale non avrebbe valutato criticamente tutti gli elementi disponibili: avrebbe dato rilievo a condanne pregresse e trascorso sotto silenzio gli elementi positivi della sua condotta detentiva (comportamento collaborativo, permessi premio, liberazioni anticipate), che avrebbero dovuto incidere sulla verifica della sussistenza della pericolosità sociale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto con motivi non consentiti dalla legge, configurando una mera contestazione delle valutazioni argomentate nell'ordinanza impugnata. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di Sorveglianza avesse fornito adeguata motivazione: ha richiamato per incorporazione l'ordinanza dell'Ufficio di Sorveglianza di Bari (tecnica motivazionale ammessa), preso in considerazione la memoria difensiva e la relazione comportamentale del 23/06/2021, e motivato la prevalenza degli elementi negativi (pendenze giudiziarie, aggravamenti della misura per violazioni successive, trasgressione del giugno 2020) rispetto a quelli positivi. Perciò il ricorso è inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 680 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'impugnazione avverso i provvedimenti del magistrato di sorveglianza; qui il ricorso è stato esaminato alla luce dei limiti dei motivi ammessi in Cassazione e ritenuto formulato con motivi non consentiti.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiesta dal ricorrente per censurare la motivazione; la Corte ha ritenuto che non vi fosse carenza assoluta di motivazione in relazione all'obbligo di verificare la sussistenza della pericolosità sociale e alle deduzioni difensive.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in relazione alla valutazione sulla responsabilità e sull'esenzione dalla condanna alle spese/processuali; la Corte ha ritenuto non applicabile un profilo di esenzione e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e della somma a titolo di ammenda.

  • Cass. Sez. 5, n. 1304 del 24/09/2018 (Pedato)

    Cita la legittimità della tecnica motivazionale per incorporazione di un precedente provvedimento nell'atto impugnato; la Corte l'ha ritenuta applicabile e sufficiente nel caso concreto.

Massime di principio

  • La Cassazione non è luogo di mera riconsiderazione dei fatti: i motivi che si limitano a contestare la valutazione probatoria o logica del giudice del merito, senza rilevare vizi di diritto, sono inammissibili.
  • La tecnica motivazionale per incorporazione di provvedimenti anteriori è ammessa: l'indicazione e il richiamo motivazionale possono essere valorizzati dal giudice che conferma la decisione, purché risultino le ragioni della conferma.
  • Nella verifica della pericolosità sociale il giudice deve valutare nel complesso elementi negativi e positivi; la mera esistenza di condotte positive (buona condotta, permessi premio) non è sufficiente se emergono fatti negativi successivi o pendenti giudiziari rilevanti.
  • Per ottenere l'ammissione del ricorso in Cassazione è necessario prospettare violazioni di norme o vizi della motivazione che siano effettivamente rilevabili in diritto e non soltanto una critica della valutazione delle prove.
  • In caso di inammissibilità del ricorso per motivi non consentiti, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e a una somma a titolo di ammenda salvo profili di esenzione specificamente riconosciuti.

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