Sentenza n. 7372/2026 - Roma, Sezione 3T
per l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma n. 12314/2024, depositata e resa pubblica il 02.12.2024, Sez. Lavoro e Previdenza, r.g. 10615/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione lavoro e previdenza, n. 12314/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (beneficiaria del giudicato)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto un giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma n. 12314/2024, passata in giudicato, deducendo l'inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Il giudizio riguardava una pronuncia del giudice ordinario resa in funzione di giudice del lavoro. Il Ministero, pur costituitosi, non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa la corretta esecuzione degli obblighi derivanti dalla sentenza civile.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ricordato che, ai sensi dell'art. 112, comma 2, c.p.a., l'ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario. Quando il titolo è una sentenza civile resa dal giudice del lavoro, il giudizio di ottemperanza ha carattere meramente esecutivo: il giudice amministrativo deve accertare l'eventuale comportamento omissivo o elusivo dell'amministrazione, senza integrare il contenuto della pronuncia né svolgere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. Ritenuto provato l'inadempimento, anche in ragione dell'assenza di chiarimenti da parte dell'amministrazione rispetto a quanto allegato dalla ricorrente, il TAR ha condannato il Ministero a dare esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Ha nominato fin d'ora quale commissario ad acta il direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli 90 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'amministrazione per provvedere, anche sostituendosi o superando il dissenso di altre amministrazioni. Il TAR ha escluso, allo stato, la condanna alle penalità di mora, riservandone l'eventuale applicazione in caso di perdurante inottemperanza, su richiesta della ricorrente. Il Ministero è stato condannato alle spese processuali, liquidate in euro 600,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
l'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario
La disposizione consente di chiedere al giudice amministrativo l'attuazione del giudicato civile nei confronti della pubblica amministrazione obbligata a conformarvisi.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza avente a oggetto una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, resa in funzione di giudice del lavoro, ha carattere meramente esecutivo: il giudice amministrativo accerta l'eventuale comportamento omissivo o elusivo dell'amministrazione e ordina l'attuazione del titolo, senza integrare la pronuncia civile né compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
- Nel giudizio di ottemperanza, quando il ricorrente allega specificamente l'inadempimento dell'amministrazione rispetto a un giudicato civile e l'amministrazione non fornisce chiarimenti o indicazioni sulla corretta esecuzione del titolo, il giudice può accertare l'inottemperanza e ordinare all'amministrazione di provvedere.
- La sentenza di ottemperanza può assegnare all'amministrazione un termine per l'adempimento e nominare fin d'ora un commissario ad acta, destinato a intervenire in caso di persistente inerzia dopo la scadenza del termine.
- La penalità di mora non deve essere necessariamente disposta contestualmente all'accoglimento dell'azione di ottemperanza, potendo essere riservata a una successiva richiesta in caso di perdurante inottemperanza.
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