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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1860/2024 del 16/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di riconoscimento dell'indennizzo per ingiusta detenzione relativa al periodo dal 13/04/2011 al 13/11/2013. La Corte d'appello aveva rigettato la domanda ritenendo, in via preliminare, che la custodia cautelare fosse stata scomputata dalle pene relative a precedenti (questione di fungibilita'), e comunque aveva accertato la sussistenza di una condotta gravemente colposa ostativa al diritto all'indennizzo, sulla base di elementi emersi nel giudizio di merito (conversazioni intercettate, frequenti contatti con soggetti condannati, linguaggio criptico, rapporti economici e organizzativi con altri soggetti, vantarsi di periodi di latitanza), elementi che, pur non avendo portato a condanna penale, sono stati ritenuti idonei a configurare colpa grave.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per carenza di specificità dei motivi (motivo generico e non argomentato), ritenendo congrua e sufficientemente motivata l'analitica disamina svolta dal giudice della riparazione circa la condizione ostativa della colpa grave e considerando assorbita la questione della fungibilita'. Il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla fungibilita' tra il ristoro pecuniario e lo scomputo della custodia cautelare: la giurisprudenza richiede che non vi sia facolta' di scelta tra le due forme, e la verifica di scomputo va valutata alla luce della disciplina della fungibilita'.

  • art. 657 cod. proc. pen.

    Riferito come norma da valutare sulla preclusione della fungibilita'; la Corte territoriale ha ritenuto che, nel caso concreto, la detenzione oggetto dell'istanza era stata gia' scomputata rispetto a pene relative a fatti anteriori, percio' la disciplina dell'art. 657, comma 4, non precludeva la domanda ma il giudice ha comunque rigettato la richiesta per altri profili.

  • Corte costituzionale

    Richiamata in ordine all'insussistenza di ragioni che esonerino dall'applicazione delle sanzioni processuali o dalla condanna alle spese in caso di inammissibilita' dell'impugnazione.

  • Giurisprudenza di legittimita' citata

    varie massime di Cassazione (Sez. U. n. 51779/2013, Sez. U. n. 8825/2016, e diverse sezioni richiamate)

    La Corte ha richiamato consolidati principi: il giudizio di riparazione e' autonomo rispetto al giudizio di cognizione; la colpa grave ostativa puo' essere accertata anche sulla base di elementi emersi nel processo penale; e l'onere di specificita' del ricorso in cassazione impone di contestare punto per punto le ragioni della decisione impugnata.

Massime di principio

  • La Corte di riparazione valuta autonomamente la sussistenza di colpa grave anche se il soggetto e' stato assolto: un'assoluzione non impedisce di riconoscere una condotta gravemente colposa ai fini dell'esclusione dell'indennizzo.
  • Elementi quali conversazioni intercettate che lasciano intendere coinvolgimento in attivita' illecite, linguaggio criptico, frequentazioni con soggetti condannati, rapporti economici riconducibili ad interessi illeciti o vantarsi di latitanza possono essere ritenuti indizi idonei a fondare la colpa grave ostativa al ristoro.
  • La questione della fungibilita' (scomputo della custodia cautelare vs. ristoro pecuniario) va attentamente verificata: se la custodia e' gia' stata scomputata nelle pene esistenti, cio' incide sulla percorribilita' dell'istanza di riparazione.
  • In cassazione e' imprescindibile la specificita' e l'argomentazione puntuale dei motivi: censure generiche o non riferite alle ragioni poste a fondamento della decisione impugnata determinano l'inammissibilita' del ricorso.
  • In caso di ricorso inammissibile possono essere imposte spese e sanzioni (ad es. somma alla Cassa delle ammende); pertanto va valutata la fondatezza e la specificita' prima di proporre l'impugnazione.

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