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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30365/2022 del 01/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Pubblico Ministero impugna l'ordinanza del Tribunale di Salerno che, riqualificando i fatti come reato di cui all'art. 319‑quater c.p., ha annullato l'ordinanza applicativa degli arresti domiciliari emessa dal GIP di Nocera Inferiore nei confronti di Giovanni Faggiano (curatore fallimentare) e coindagati. Il PM deduce violazione di legge per ritenuta errata applicazione dell'art. 319‑quater c.p. vs. la fattispecie di tentata concussione (art. 317 c.p. e art. 319 c.p.), contesta la valutazione sulla partecipazione dei coindagati (richiamando art. 117 c.p. sul concorso) e censura la valutazione della credibilità delle persone offese alla stregua delle regole di cui all'art. 192 c.p.p.

La decisione

La Corte dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero per tardività: l'atto era stato depositato il giorno di scadenza alle ore 13:40, oltre l'orario di apertura al pubblico (8:30-12:30) della cancelleria del Tribunale del riesame di Salerno; ai sensi dell'art. 172, comma 6, c.p.p. il termine si considera scaduto con la chiusura al pubblico e la tardività non è stata sanata. Per tale ragione non sono state esaminate le censure di merito sulla riqualificazione del fatto e sulle questioni di prova/credibilità; pertanto l'ordinanza impugnata resta confermata e i provvedimenti di liberazione rimangono inefficaci nei confronti del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 319‑quater c.p.

    Norma contestata nella riqualificazione del fatto dal Tribunale di Salerno; la Corte non entra nel merito dell'interpretazione penalistica perché ha ritenuto il ricorso inammissibile per tardività.

  • art. 319 c.p. (concussione)

    Richiamata nelle difese di merito (confine tra concussione e induzione indebita); la Corte non ha valutato la correttezza della qualificazione giuridica della condotta per motivi processuali.

  • art. 317 c.p. (tentata concussione)

    Violazione prospettata nella contestazione originaria; la pronuncia di merito sulla configurabilità della fattispecie è stata omessa in ragione dell'inammissibilità del ricorso.

  • art. 117 c.p.

    Riferito dal ricorrente in ordine al concorso esterno/partecipazione dei coindagati; la Corte non si è pronunciata sul punto per essere il ricorso temporalmente inammissibile.

  • art. 172, comma 6, c.p.p.

    "il termine per fare dichiarazioni, depositare documenti o compiere altri atti in un Ufficio giudiziario si considera scaduto nel momento in cui, secondo i regolamenti, l'ufficio viene chiuso al pubblico"

    La Corte interpreta la norma in senso formale: il rispetto dell'orario di apertura al pubblico è decisivo anche per il Pubblico Ministero; un deposito materiale oltre l'orario di apertura nel giorno di scadenza è tardivo e rende inammissibile l'impugnazione, indipendentemente dalla presenza di personale in servizio.

  • art. 192 c.p.p.

    Invocato in relazione al trattamento della credibilità delle dichiarazioni; la Corte non ha analizzato l'applicazione di questa norma nel merito per la dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

  • art. 33 L. fall. (relazione ex art. 33 legge fallimentare)

    Richiamato nel motivo di merito in ordine alla redazione di una relazione del curatore; la rilevanza probatoria della relazione è stata discussa nel processo di merito ma non esaminata dalla Corte di legittimità a causa dell'inammissibilità dell'impugnazione.

Massime di principio

  • I termini processuali soggetti all'art. 172, comma 6, c.p.p. scadono con la chiusura al pubblico dell'ufficio: è essenziale rispettare l'orario di apertura al pubblico per depositi cartacei, anche nel giorno di scadenza.
  • Il Pubblico Ministero non è esentato dall'osservanza dell'orario di apertura al pubblico: il deposito oltre l'orario può determinare l'inammissibilità del gravame.
  • Quando si deposita un atto nel giorno di scadenza, è raccomandabile utilizzare modalità elettroniche (PEC) che attestino la tempestività, o comunque verificare e documentare l'orario ufficiale di apertura/chiusura dell'ufficio giudiziario.
  • Se si contesta un provvedimento per vizi di diritto o di valutazione probatoria, è inutile iniziare l'analisi di merito prima di aver accertato la regolarità formale e temporale dell'impugnazione: le questioni processuali preliminari possono determinare l'inammissibilità.
  • Nelle impugnazioni penali la riqualificazione della fattispecie (es. fra concussione, induzione indebita, ecc.) è valutazione di merito che richiede accertamento dei gravi indizi; tuttavia, anche la migliore censura di merito può essere vanificata da vizi formali nell'impugnazione.
  • Chi intende far valere la tardività dell'atto di controparte dovrebbe procurare e produrre documentazione ufficiale (orari pubblicati, attestazioni della cancelleria) per sostenere l'eccezione processuale.

Testo integrale

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