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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36470/2023 del 31/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La persona offesa ha chiesto la restituzione del termine per costituirsi parte civile nel processo a carico di Gomes Soares Fagner, sostenendo che il decreto di citazione a giudizio era stato erroneamente notificato al domicilio (Via delle Mimose n.33) che coincideva con quello dell'imputato e che, perciò, la notifica non aveva efficacemente informato il ricorrente. Ha inoltre dedotto che la conoscenza del procedimento è avvenuta solo il 30 novembre 2022, dopo che il difensore aveva consultato il capo di imputazione in cancelleria, e non il 30 agosto 2022 quando il ricorrente era stato citato come teste.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per tardività. Ha ritenuto che il termine di 10 giorni previsto dall'art. 175 c.p.p. per proporre l'istanza di restituzione decorresse dalla data in cui la persona offesa è venuta a conoscenza del procedimento tramite la notifica della citazione a comparire quale teste (30/08/2022), poiché tale atto riportava gli estremi del procedimento. L'istanza di restituzione è stata presentata il 21/02/2023 e pertanto è risultata tardiva. Per conseguenza, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 175 c.p.p.

    Il termine di dieci giorni per proporre l'istanza di restituzione del termine decorre dal momento in cui la persona offesa è venuta effettivamente a conoscenza del procedimento; la conoscenza può derivare anche dalla notifica della citazione a comparire quale teste se questa riporta gli estremi del procedimento.

  • art. 154 c.p.p.

    La questione relativa all'idoneità del domicilio a fini di notifica (eccessiva prossimità o coincidenza con quello dell'imputato e con misure cautelari) è stata prospettata dal ricorrente, ma la Corte non ha ritenuto di annullare la notifica; in sostanza la notifica è stata considerata corretta e produttiva degli effetti di conoscenza.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di ricorso per cassazione dichiarato inammissibile conseguono la condanna alle spese processuali e, se previsto, una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende; nel caso concreto la somma è stata determinata in euro 3.000,00.

Massime di principio

  • Il termine di 10 giorni per chiedere la restituzione del termine ai sensi dell'art. 175 c.p.p. decorre dal giorno in cui l'interessato è venuto a conoscenza del procedimento; tale conoscenza si considera acquisita anche con la notifica di un atto (es. citazione come teste) che contiene gli estremi del procedimento.
  • Se la notifica che ha portato a conoscenza del procedimento riporta gli estremi dell'imputazione, non è possibile far decorrere il termine di 10 giorni da un momento successivo quale la consultazione dell'atto in cancelleria.
  • Obiezioni relative all'erroneità o all'idoneità del domicilio di notifica (ad es. coincidenza con il domicilio dell'imputato o presenza di misure cautelari) devono essere sollevate tempestivamente e supportate da prove; la mancata contestazione immediata riduce le possibilità di successo.
  • È fondamentale effettuare prontamente ricerche in cancelleria e chiedere la restituzione dei termini entro i 10 giorni dalla conoscenza effettiva del procedimento; la tardività espone al rigetto dell'istanza e a sanzioni economiche.
  • In situazioni in cui si contesta la validità della notifica, raccogliere e conservare prove documentali (copie degli atti notificati, ricevute, dichiarazioni, eventuali misure cautelari a carico dell'imputato) per dimostrare l'inefficacia della notifica o l'impossibilità di conoscenza tempestiva.

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