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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36812/2025 del 12/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza riguarda un imputato ritenuto responsabile in appello del delitto di truffa, per avere ricevuto sul proprio conto corrente il denaro oggetto dell'illecito, nell'ambito di una vicenda realizzata tramite pubblicità su internet. Con il primo motivo di ricorso egli ha contestato in modo generico la motivazione della sentenza di merito sulla responsabilità, ma la Corte ha rilevato che la censura si limitava a riproporre doglianze già esaminate e respinte in appello, senza confrontarsi specificamente con la motivazione e con il compendio probatorio. Con il secondo motivo ha dedotto la mancata concessione delle attenuanti generiche, ma la Corte ha ritenuto il motivo non deducibile in cassazione e comunque manifestamente infondato, essendo la motivazione di merito priva di illogicità e avendo valorizzato elementi negativi come l'assenza di circostanze favorevoli e l'uso di uno strumento particolarmente insidioso, oltre alla presenza di un precedente per reato contro il patrimonio della stessa specie.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto il primo motivo aspecifico perché mera reiterazione di doglianze già disattese in appello, e il secondo motivo manifestamente infondato perché la motivazione sul diniego delle attenuanti generiche era congrua e immune da evidenti illogicità. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 640 c.p.

    Richiamato come norma incriminatrice del delitto di truffa per il quale è stata affermata la responsabilità dell'imputato.

  • art. 62-bis c.p.

    Richiamato implicitamente attraverso il riferimento alle circostanze attenuanti generiche; il diniego è ritenuto legittimo quando il giudice di merito valorizzi gli elementi decisivi e non sia necessaria la confutazione analitica di tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel delitto di truffa, l'elemento soggettivo del dolo generico può essere desunto da circostanze concrete e dalle modalità esecutive della condotta, attraverso un ragionamento logico-induttivo che consenta di risalire alla consapevolezza e volontà dell'agente rispetto a inganno, profitto e danno.
  • In sede di legittimità sono inammissibili le censure che si limitano a reiterare le doglianze già proposte in appello senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La denuncia di una motivazione illogica sul trattamento sanzionatorio non può risolversi in una richiesta di rivalutazione del merito; il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se il giudice indica gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza dover esaminare puntualmente ogni singolo elemento dedotto dalle parti.
  • L'uso di modalità esecutive particolarmente insidiose e l'assenza di elementi positivamente valutabili possono giustificare il diniego delle attenuanti generiche.

Come è indicizzato

MaterieTruffaPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
SottomaterieTruffa online
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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