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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18598/2026 del 22/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Vasto del 27/11/2025 che aveva riconosciuto, in sede esecutiva, il vincolo della continuazione tra più reati (truffa, insolvenza fraudolenta, appropriazione indebita, ricettazione e altri già unificati) e aveva rideterminato la pena complessiva. Il ricorrente deduce vizio di motivazione nell'accoglimento della continuazione: sostiene che il giudice avrebbe dato rilievo a un generico programma criminoso emergente dalla dichiarazione di delinquente abituale (incompatibile, secondo il ricorrente, con la continuazione), che il lasso temporale tra i fatti è notevole e che manca una deliberazione unitaria, sicché i reati sarebbero espressione di uno stile di vita e non di un disegno unitario.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso per cassazione. Motiva affermando che il riconoscimento della continuazione, anche in sede esecutiva, richiede verifica di specifici indicatori (omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, causalità, modalità della condotta, sistematicità e abitudini programmate di vita, nonché che i reati successivi fossero programmati, almeno nelle linee essenziali, al momento del primo). La sentenza rileva che il giudice dell'esecuzione ha considerato tali elementi, ha confrontato le condanne e le precedenti ordinanze che avevano già unificato reati sotto il vincolo della continuazione (ordinanze nn. 6, 33 e 68/2024), ha evidenziato l'omogeneità materiale (tutti reati contro il patrimonio) e la contiguità spazio-temporale (tutti commessi a San Salvo e aree limitrofe entro un arco temporale coerente). Pertanto non si è in presenza di mera abitualità come stile di vita ma di un disegno criminoso riconducibile alla continuazione; non risultano vizi logico-giuridici nella motivazione impugnata. Il ricorso è rigettato.

Norme richiamate

  • disciplina del reato continuato (giurisprudenza consolidata)

    Il riconoscimento della continuazione richiede l'accertamento di indicatori concreti: omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, singole causalità, modalità della condotta, sistematicità e abitudini programmate di vita, e che i reati successivi fossero programmati già al momento del primo; non è sufficiente valorizzare solo alcuni indici se i reati successivi sono frutto di determinazione estemporanea.

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, Rv. 270074

    Richiamata per confermare il principio secondo cui la continuazione richiede una valutazione complessiva e approfondita degli indicatori e che non basta la mera presenza di taluni indici ove i reati successivi risultino estemporanei.

  • Sez. 1, n. 6224 del 13/10/2023, Ugolini, Rv. 285790

    Richiamata per il principio che, in sede esecutiva, il giudice non può trascurare una precedente valutazione positiva della continuazione fatta in esecuzione, potendo discostarsene solo previa dimostrazione di specifiche e significative ragioni ostative.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva richiede la verifica di più indicatori concreti e non può fondarsi su una affermazione generica di 'stile di vita' criminoso.
  • La dichiarazione di delinquente abituale non esclude di per sé la possibilità di riconoscere la continuazione: occorre valutare se i reati rientrano in un disegno unitario e siano omogenei e contigui nello spazio-tempo.
  • La coesistenza di precedenti ordinanze o sentenze che hanno già unificato reati sotto il vincolo della continuazione rafforza la possibilità di riconoscimento in sede esecutiva, salvo specifiche ragioni contrarie motivate.
  • Per far valere un vizio di motivazione è necessario dimostrare errori logici o giuridici nella valutazione degli elementi indicati; mere contestazioni interpretative generiche sono insufficienti.
  • La valutazione deve essere complessiva: la presenza di alcuni indici (es. omogeneità) può non bastare se altri elementi (es. pianificazione dei reati) non risultano provati.

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