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Ordinanza

Ordinanza n. 354/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento di ammonimento, adottato, ai sensi dell’art. 8 del d.l. n. 11/2009, convertito in l. n. 38/2009, dal Questore della Provincia di -OMISSIS-, in data 25.3.2025 (notificato a mani della ricorrente il 27.3.2025), “per aver posto in essere una ‘condotta persecutoria’ (...) attuata nei confronti di -OMISSIS-”, e di ogni altro atto, presupposto, preordinato, conseguente, infra-procedimentale o comunque connesso, non conosciuto né conoscibile dalla ricorrente in quanto mai comunicato né notificato;

Giustizia amministrativa202502085

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di ammonimento adottato dal Questore ai sensi dell'art. 8 d.l. n. 11/2009, convertito in l. n. 38/2009, per una condotta persecutoria

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento di ammonimento notificatole il 27 marzo 2025, deducendone l'illegittimità e chiedendo l'annullamento dell'atto e degli ulteriori atti presupposti, connessi o conseguenti non conosciuti. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificati i singoli motivi di ricorso. Il giudizio è ancora pendente nel merito; la ricorrente ha dichiarato la permanenza dell'interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR non ha definito la controversia. Preso atto della permanenza dell'interesse alla decisione nel merito e considerato che la discussione dovrà essere fissata entro novembre 2026, ha disposto un incombente istruttorio ai sensi degli artt. 46, comma 2, e 65, comma 3, c.p.a. La Questura competente dovrà depositare, per il tramite dell'Avvocatura dello Stato e entro il 26 maggio 2026, sintetiche e documentate deduzioni sulla vicenda, nonché ogni ulteriore informazione o documento utile alla decisione. La Segreteria dovrà comunicare l'ordinanza alle parti. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità e dei dati idonei a identificare le parti private.

Norme richiamate

  • art. 8 d.l. n. 11/2009, convertito in l. n. 38/2009

    per aver posto in essere una “condotta persecutoria”

    La norma è indicata quale base normativa del provvedimento di ammonimento impugnato; l'ordinanza istruttoria non ne esamina il contenuto o i presupposti applicativi.

  • art. 46, comma 2, c.p.a.

    Richiamato come fondamento processuale dell'attività istruttoria disposta dal giudice.

  • art. 65, comma 3, c.p.a.

    Richiamato come fondamento processuale dell'ordine alla Questura di fornire deduzioni, informazioni e documenti utili alla decisione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per giustificare l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti private.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In un giudizio pendente contro un provvedimento di ammonimento del Questore, il giudice amministrativo può disporre che l’amministrazione depositi deduzioni sintetiche e documentate, informazioni e atti utili alla decisione, fissando un termine per l’adempimento, quando tale acquisizione sia necessaria in vista della successiva udienza di merito.
  • L’ordine istruttorio può essere eseguito dall’amministrazione resistente per il tramite dell’Avvocatura dello Stato, alla quale spetta il deposito processuale degli elementi richiesti dal giudice.
  • La dichiarazione della parte della permanenza dell’interesse alla decisione giustifica la prosecuzione della trattazione del giudizio e la predisposizione degli adempimenti istruttori necessari alla decisione di merito.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezzaIstruttoria processuale
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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