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Ordinanza

Ordinanza n. 355/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento del decreto di respingimento di istanza di rinnovo licenza porto di fucile uso tiro a volo, emesso dalla Questura di -OMISSIS- - Divisione Polizia Amministrativa - Ufficio Armi ed Esplosivi - avente n. Ct. -OMISSIS- Div. P.A.S. Reg. Decreti n. -OMISSIS- anno 2025, prot. -OMISSIS- del 4.4.2025, notificato in data 8.4.2025, e di tutti gli ulteriori ed eventuali atti e provvedimenti antecedenti, concomitanti e conseguenti, e di ogni altro atto prodromico, presupposto, consequenziale e comunque connesso al provvedimento suddetto.

Giustizia amministrativa202502088

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo della licenza di porto di fucile per uso tiro a volo, adottato dalla Questura

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto della Questura che ha respinto l'istanza di rinnovo della licenza di porto di fucile per uso tiro a volo, chiedendone l'annullamento unitamente agli atti presupposti, connessi e consequenziali. Il Ministero dell'Interno si è costituito, ma non risultano depositati atti o documenti dell'Amministrazione a sostegno della difesa. Dopo il rigetto della domanda cautelare in primo grado, confermato in appello dal Consiglio di Stato, il ricorrente ha presentato istanza di fissazione dell'udienza. Il provvedimento non esamina nel merito i motivi di illegittimità dedotti contro il diniego, poiché ritiene necessario acquisire dall'Amministrazione deduzioni sintetiche e documentate sulla vicenda, anche per verificare l'eventuale sopravvenienza di fatti, provvedimenti o atti incidenti sull'effettivo permanere dell'interesse alla decisione di merito e comunque rilevanti per l'esito del giudizio.

La decisione

Il TAR ha disposto incombenti istruttori ai sensi degli artt. 46, comma 2, e 65, comma 3, c.p.a., ordinando alla Questura, per il tramite dell'Avvocatura dello Stato, di depositare entro il 26 maggio 2026 sintetiche e documentate deduzioni sulla vicenda, comprese le eventuali sopravvenienze rilevanti ai fini del permanere dell'interesse al ricorso e della decisione di merito. Non è stata adottata alcuna decisione definitiva sull'annullamento del diniego né sui motivi di ricorso. La Segreteria è stata incaricata di comunicare l'ordinanza alle parti e di oscurare le generalità e gli altri dati identificativi del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 46, comma 2, c.p.a.

    Consente al giudice di richiedere all'amministrazione il deposito di documenti e chiarimenti necessari ai fini della decisione, in presenza di una difesa amministrativa non supportata da atti e documenti.

  • art. 65, comma 3, c.p.a.

    Costituisce la base normativa per disporre gli incombenti istruttori necessari all'acquisizione di elementi utili alla decisione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e dei dati idonei a identificare la parte interessata.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, unitamente alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione si costituisce in giudizio senza depositare gli atti e i documenti posti a fondamento della propria difesa, il giudice amministrativo può disporre d'ufficio l'acquisizione di sintetiche e documentate deduzioni e della documentazione necessaria per decidere.
  • Gli incombenti istruttori possono essere finalizzati non solo alla ricostruzione dei fatti rilevanti per il merito, ma anche alla verifica dell'eventuale sopravvenuta carenza dell'interesse alla decisione, alla luce di fatti o provvedimenti successivi e degli esiti della fase cautelare.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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