Cassazione Penale, Sentenza n. 1002/2025 del 10/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente chiedeva la riparazione per ingiusta detenzione subita in relazione a indagini su furti con esplosivo, armi e ricettazione. Pur essendo stato definitivamente assolto perché non partecipò materialmente alle azioni predatorie, la Corte d'Appello aveva rigettato la domanda ritenendo sussistente una "colpa grave" ostativa: Biancolillo aveva intrattenuto frequenti rapporti con i componenti del gruppo criminale, accompagnato uno dei correi al casale base operativa e si era reso disponibile a riprenderlo a tarda notte con l'autovettura, comportamenti che avrebbero creato l'apparenza di complicità e potuto legittimamente indurre l'autorità giudiziaria ad adottare la misura cautelare.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. I giudici di legittimità hanno ritenuto corretta e logicamente motivata la valutazione del giudice della riparazione sulla sussistenza di colpa grave: la frequentazione di soggetti dediti a reati e la disponibilità logistica prestata in notturna verso la base operativa sono state valorizzate come condotte di macroscopica imprudenza/leggerezza idonee a porre in essere, ex ante, una situazione prevedibile di intervento dell'autorità. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 314 c.p.p.
"chi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, ha diritto a un'equa riparazione per la custodia cautelare subita, qualora non vi abbia dato o concorso a darvi causa per dolo o colpa grave"
Fissa il diritto all'indennizzo salvo che la detenzione sia stata causata, anche per colpa grave, dal richiedente; la colpa grave esclude la riparazione quando la condotta abbia creato, per macroscopica negligenza o imprudenza, la prevedibile ragione dell'intervento giudiziario.
art. 43 cod. pen.
Definisce la nozione di colpa (negligenza, imprudenza, inosservanza di norme) che, se configurabile come "grave", ostacola il diritto alla riparazione ai sensi dell'art.314 c.p.p.
Sezioni Unite, 28/11/2013, n. 51779 (Nicosia)
Conferma la portata del sindacato in Cassazione: il controllo riguarda la correttezza del percorso logico-giuridico e non sostituisce la valutazione di merito sulla colpa o sul dolo, che rimane di competenza del giudice del merito.
Giurisprudenza consolidata sulla "frequentazione di soggetti dediti a reato" (es. Mannino, Pistorio, Dentice, D'Ambrosio S.U.)
La frequentazione di persone dedite a reati, soprattutto in contesti temporali/ambientali compatibili con la commissione del reato, può integrare una condotta di colpa grave: grava sull'interessato l'onere di fornire tempestive e convincenti spiegazioni per escludere che la sua condotta abbia contribuito, anche con negligenza, alla misura cautelare.
Massime di principio
- La sola assoluzione penale non garantisce automaticamente il diritto all'indennizzo: il giudice della riparazione valuta ex ante se la condotta del detenuto abbia concorso per dolo o colpa grave a determinare la misura cautelare.
- La "colpa grave" è caratterizzata da macroscopica negligenza, imprudenza o inosservanza di norme che rendono prevedibile l'intervento dell'autorità giudiziaria; frequentazioni ambigue o la prestazione di supporto logistico a soggetti notoriamente criminali possono ricadere in questa fattispecie.
- Il sindacato della Cassazione si limita a verificare la correttezza del ragionamento giuridico del giudice di merito: se la motivazione è logica e conforme ai principi giurisprudenziali, il rigetto della riparazione viene confermato.
- In situazioni simili il richiedente deve documentare e spiegare tempestivamente e in modo dettagliato i rapporti e i comportamenti contestati, per dimostrare l'assenza di consapevolezza o di contributo prevedibile alla condotta criminale.
- Condotte ritenute penalmente "neutre" o non sufficienti per la responsabilità penale possono comunque essere valutate come colpa grave nel giudizio di riparazione, poiché il criterio valutativo è differente e prospettico.
- Il giudice della riparazione deve distinguere tra semplice imprudenza scusabile e negligenza grave: la presenza simultanea di elementi quali ora (nottetempo), luogo (base operativa isolata), strumenti (armi, travestimenti) e ripetute frequentazioni aumenta la probabilità che la condotta sia ritenuta gravemente colposa.
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