Sentenza del 05/07/2018 n. 1315 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana
Ici - Ingiunzione di pagamento - Legittimità - Istanza di autotutela - Diniego- Sindacato del diniego di autotutela - Effetti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente ha impugnato l'ingiunzione di pagamento relativa all'ICI per l'anno 2007 e il diniego di autotutela del Comune. Ha sostenuto, tra l'altro, che l'imposta fosse stata erroneamente attribuita su particelle di terreno non di sua proprietà e che l'Amministrazione avrebbe dovuto annullare l'atto in autotutela. In appello ha contestato anche l'omessa pronuncia della CTP sulla richiesta di autotutela, precisando tuttavia di non voler riproporre la questione relativa alla notifica dell'ingiunzione.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello e confermato la legittimità dell'ingiunzione, poiché essa si limitava a riscuotere un credito tributario già definitivamente accertato con sentenza di primo grado passata in giudicato per mancata impugnazione. Ha riconosciuto che il diniego di autotutela è impugnabile, ma ha chiarito che il relativo giudizio può riguardare soltanto la legittimità del rifiuto e la sua compatibilità con un interesse pubblico rilevante, non la fondatezza della pretesa tributaria ormai definitiva. Il contribuente non aveva prospettato alcun interesse generale dell'Amministrazione idoneo a giustificare l'annullamento. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
Principi giurisprudenziali sull'autotutela tributaria
Il sindacato sul ricorso avverso il diniego di autotutela opposto dal fisco può esercitarsi ... soltanto sulla legittimità del rifiuto e non sulla fondatezza della pretesa tributaria.
Una volta che l'atto tributario è divenuto definitivo, il contribuente non può usare l'impugnazione del diniego di autotutela per riaprire il merito della controversia o dedurre vizi ormai preclusi.
Cassazione civile n. 26313/2010
Il mancato esercizio del potere discrezionale di autotutela è sindacabile separatamente, ma non può essere fatto valere quale vizio invalidante di un atto impositivo diverso.
Il diniego di autotutela costituisce un atto autonomamente impugnabile e non un vizio che renda illegittimo un diverso atto impositivo o di riscossione.
Cassazione civile n. 8947/2018
Il contribuente ... deve prospettare l'esistenza di un interesse di rilevanza generale dell'Amministrazione alla rimozione dell'atto.
Per contestare efficacemente un diniego di autotutela non è sufficiente dimostrare che la pretesa originaria fosse errata; occorre indicare una ragione di interesse pubblico generale che renda necessaria la rimozione dell'atto definitivo.
Cassazione civile n. 7616/2018
Il sindacato giurisdizionale ... può riguardare soltanto eventuali profili di illegittimità del rifiuto ... e non la fondatezza della pretesa tributaria.
Il giudice verifica la legittimità del rifiuto e la sussistenza delle ragioni di interesse generale, senza sostituirsi all'Amministrazione né riesaminare un'imposta ormai definitivamente accertata.
Massime di principio
- Un'ingiunzione di pagamento è legittima quando si limita a riscuotere un credito tributario già definitivamente accertato da una sentenza non impugnata, salvo vizi propri dell'ingiunzione.
- L'autotutela tributaria è, in linea generale, un potere discrezionale dell'Amministrazione e la presentazione di un'istanza non comporta automaticamente l'obbligo di annullare l'atto.
- Il diniego, espresso o tacito, di autotutela può essere impugnato autonomamente, ma l'impugnazione non riapre i termini né consente di riesaminare il merito dell'atto tributario definitivo.
- Per ottenere il sindacato sul diniego occorre prospettare una ragione concreta di rilevante interesse pubblico o generale alla rimozione dell'atto, non soltanto reiterare le contestazioni già proponibili nel giudizio originario.
- Gli eventuali vizi dell'atto di riscossione, come quelli relativi alla notifica, devono essere contestati tempestivamente e distintamente; non possono essere recuperati attraverso una successiva richiesta di autotutela.
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