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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12055/2026 del 30/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Cosenza (30/09/2025) con cui, ai sensi dell'art. 671 c.p.p., il Tribunale aveva applicato la disciplina della continuazione alle pene inflitte. Il ricorrente ha eccepito l'incompetenza per territorio/competenza funzionale del Tribunale di Cosenza, deducendo che, al momento del deposito dell'istanza (27/01/2025), l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile era la sentenza del Tribunale di Paola del 01/03/2022 (irrevocabile il 31/10/2024), sicché, ai sensi dell'art. 665, comma 4, c.p.p., il giudice dell'esecuzione competente era il Tribunale di Paola e non quello di Cosenza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il motivo di ricorso: ha rilevato che la competenza dell'organo dell'esecuzione si determina con criterio cronologico e che, ai fini della determinazione, rileva il momento del deposito della domanda. Poiché l'istanza era stata presentata il 27/01/2025 e a quella data l'ultimo provvedimento irrevocabile era del Tribunale di Paola, il Tribunale di Cosenza difettava di competenza funzionale. La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Paola.

Norme richiamate

  • art. 665 cod. proc. pen., comma 4

    «Se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi da giudici diversi, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo»

    La norma stabilisce un criterio oggettivo/cronologico per individuare il giudice dell'esecuzione: quello che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile. Per applicarla occorre considerare la data di deposito della domanda dell'istante per verificare quale provvedimento era irrevocabile in quel momento.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'intervento del giudice dell'esecuzione in materia di esecuzione delle pene e che è stata richiamata dal Tribunale di Cosenza per applicare la continuazione delle pene; tuttavia l'applicabilità della disciplina presuppone la competenza del giudice dell'esecuzione individuata ai sensi dell'art. 665.

Massime di principio

  • La competenza del giudice dell'esecuzione, quando sono coinvolti più provvedimenti di giudici diversi, si determina in base a quale provvedimento è divenuto irrevocabile per ultimo; il criterio è cronologico e oggettivo.
  • Il momento rilevante per accertare quale provvedimento fosse l'ultimo irrevocabile è la data di deposito della domanda/istanza dell'interessato.
  • La norma non distingue tra la contestazione di un solo titolo esecutivo o della totalità dei titoli: il criterio cronologico è applicabile in ogni ipotesi.
  • Se un tribunale decide pur essendo incompetente, la decisione può essere annullata dalla Cassazione e gli atti trasmessi al giudice effettivamente competente.
  • Prima di proporre istanze in sede esecutiva (es. per applicazione della continuazione), è necessario verificare le date di irrevocabilità delle sentenze per evitare errori di competenza.
  • Il richiamo ad altre norme sostanziali o procedurali (es. art. 671 c.p.p.) non è sufficiente a sanare l'incompetenza funzionale: la regola di competenza determina quale giudice possa legittimamente decidere.

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