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Sentenza

Sentenza n. 1708/2026 - Catania, Sezione 3

Giustizia amministrativa202501028

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: attestato di parziale coerenza con il PUDM, nella parte in cui ha dichiarato non coerente con il piano un punto di ristoro previsto in un'area destinata a ormeggio, rimessaggio e noleggio natanti

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato l'attestato comunale del 20 marzo 2025, sostenendo che il punto di ristoro progettato su un'area demaniale destinata alla rilocalizzazione di concessioni preesistenti fosse compatibile con gli artt. 7, lett. j), e 16 del PUDM. In particolare, ha dedotto che l'art. 16 ammette in tutte le zone servizi di ristoro fino a 250 mq, con una superficie coperta del chiosco fino a 120 mq, e che l'attività di ristorazione fosse complementare a quella principale di rimessaggio natanti, già esercitata in precedenza. Ha inoltre denunciato violazione dell'art. 97 Cost., contraddittorietà, difetto di motivazione, manifesta irragionevolezza, violazione del legittimo affidamento e violazione dell'art. 21-nonies l. 241/1990, assumendo che il Comune si fosse discostato da precedenti attestazioni del 2022 senza annullarle in autotutela. Il Comune ha sostenuto che alla fattispecie fosse applicabile l'art. 17 del PUDM, speciale rispetto all'art. 16, e che il progetto eccedesse i limiti dimensionali e tipologici previsti per i servizi accessori nelle aree RN.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Quanto al primo motivo, ha ritenuto che l'art. 7, lett. j), del PUDM non attribuisca un diritto automatico alla rilocalizzazione delle concessioni esistenti nell'alveo dei torrenti, ma subordini la rilocalizzazione alla conformità della nuova proposta alle singole disposizioni del piano e alla tipologia delle attività da svolgere. Ha interpretato l'art. 16 come disciplina generale dei punti di ristoro, ammessi in tutte le zone, ma caratterizzati necessariamente dalla tipologia di chiosco e dai limiti di 250 mq complessivi e, salvo motivate eccezioni, di 120 mq per i corpi principali. Ha invece ritenuto l'art. 17 disciplina speciale per le zone RN destinate a ormeggio, rimessaggio e noleggio natanti. In tali zone il servizio accessorio di ristoro può consistere in un bar con annesso magazzino, spogliatoio, wc per il personale e area di lavoro, con superficie coperta complessiva non superiore a 100 mq. Poiché la richiesta riguardava un'attività principale di stazionamento e movimentazione di unità nautiche e un punto di ristoro di 250 mq, di cui 120 coperti, la previsione progettuale non era coerente con l'art. 17; inoltre, il manufatto non aveva la tipologia di chiosco richiesta dall'art. 16. Quanto al secondo motivo, il giudice ha ritenuto adeguata la motivazione dell'atto, che esplicitava i presupposti fattuali e il richiamo all'art. 17. Le precedenti attestazioni non avevano mai riconosciuto la coerenza del ristorante o del punto di ristoro progettato: una aveva espressamente escluso la coerenza del locale ristorante, una seconda si era limitata a richiamare gli artt. 7, lett. j), e 16, e la terza riguardava una proposta priva di area ristoro, relativa al solo magazzino. Non vi era quindi contraddizione né lesione del legittimo affidamento. L'art. 21-nonies l. 241/1990 non era applicabile, poiché l'atto impugnato non costituiva annullamento d'ufficio di un precedente provvedimento, ma un nuovo provvedimento di primo grado adottato su una nuova istanza e su una diversa proposta progettuale, configurando una riedizione del potere amministrativo. La società è stata condannata alle spese, liquidate in euro 3.000, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 4 l.r. n. 15/2005

    È richiamato quale base normativa del PUDM predisposto dal Comune per disciplinare le aree del demanio marittimo.

  • art. 5 PUDM

    Le norme del PUDM disciplinano sia il rilascio di nuove concessioni demaniali, sia l'ampliamento e/o la variazione di quelle esistenti.

    Il PUDM si applica anche alle nuove concessioni e alle modifiche o rilocalizzazioni di concessioni preesistenti.

  • art. 7, lett. j), PUDM

    Le concessioni esistenti nell'alveo dei torrenti alla data di approvazione del P.U.D.M., devono essere rilocalizzate in aree limitrofe a tale scopo individuate. La rilocalizzazione, nel rispetto della tipologia dell'attività svolta, deve avvenire entro sei mesi dalla data di approvazione del presente piano.

    La rilocalizzazione non è automatica, ma è subordinata alla conformità della nuova localizzazione alle disposizioni del PUDM e alla tipologia dell'attività principale e accessoria da svolgere.

  • art. 16 PUDM

    In tutte le zone sono ammessi servizi di ristoro, che interessano una superficie da assentire in concessione non superiore a 250 mq, aventi tipologia di chiosco, con la possibilità di situarvi manufatti e spazi ombreggiati. [...] La superficie occupata dal chiosco nei corpi principali non può superare i 120 mq, salvo motivate eccezioni.

    La disposizione ha portata generale, ma ammette esclusivamente punti di ristoro aventi tipologia di chiosco e soggetti ai limiti dimensionali previsti.

  • art. 17 PUDM

    Bar con annesso magazzino, spogliatoio, wc per il personale di servizio, area lavoro; la superficie coperta può essere estesa complessivamente fino a 100 mq.

    Per le zone RN la disposizione speciale disciplina i servizi accessori all'ormeggio, rimessaggio e noleggio natanti, compreso il ristoro, e prevale sulla disciplina generale dell'art. 16 in caso di incompatibilità.

  • art. 3 l. 241/1990

    I presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione.

    L'obbligo di motivazione è stato ritenuto assolto poiché l'atto indicava le caratteristiche del progetto e la norma del PUDM applicata, consentendo di ricostruire l'iter logico-giuridico.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Non si applica quando il nuovo atto è adottato su una nuova istanza e su una diversa proposta progettuale, costituendo riedizione del potere e non annullamento d'ufficio di un precedente provvedimento.

  • art. 21-octies l. 241/1990

    È richiamato nel delineare i presupposti dell'annullamento d'ufficio, non ricorrenti nella fattispecie.

Massime di principio

  • La rilocalizzazione di una concessione demaniale prevista da uno strumento di pianificazione non opera automaticamente, ma richiede che la nuova proposta sia conforme alle specifiche destinazioni, caratteristiche e limitazioni stabilite dal piano per l'area di rilocalizzazione.
  • Quando uno strumento di pianificazione contiene una disciplina generale dei servizi di ristoro e una disciplina speciale per una determinata zona funzionale, la disciplina speciale prevale su quella generale nei profili incompatibili, secondo il criterio di specialità.
  • Nelle aree destinate a ormeggio, rimessaggio e noleggio natanti, il servizio di ristoro accessorio è soggetto ai limiti tipologici e dimensionali previsti dalla disciplina speciale della zona; non può beneficiare dei più ampi limiti previsti in via generale per i punti di ristoro.
  • La motivazione dell'atto che attesta la non coerenza di un progetto con uno strumento urbanistico o demaniale è sufficiente quando individua le caratteristiche concrete della proposta, richiama la disposizione applicabile e consente di comprendere il percorso logico seguito dall'amministrazione.
  • L'adozione di un nuovo provvedimento su una nuova istanza e su una diversa proposta progettuale costituisce riedizione del potere amministrativo e non annullamento d'ufficio del precedente atto; pertanto non richiede la sussistenza dei presupposti dell'art. 21-nonies l. 241/1990.
  • Non sussiste un legittimo affidamento quando i precedenti atti dell'amministrazione non hanno mai attestato la conformità dell'attività oggetto della nuova richiesta o riguardavano proposte progettuali diverse.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeAutotutelaMotivazione del provvedimento
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaDifetto di motivazioneLegittimo affidamentoPrincipio di legalità e tipicità

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