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Ordinanza

Ordinanza n. 323/2026 - Napoli, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, a) della determina del Responsabile dell'Area Tecnica, n. -OMISSIS-, con la quale il Comune di Calitri (AV) ha disposto la revoca dell'autorizzazione rilasciata ad-OMISSIS-, relativa all'impianto distribuzione carburanti sito in -OMISSIS-, gestito da -OMISSIS-.; b) di ogni altro atto preordinato, connesso e presupposto ove lesivo della posizione giuridica della ricorrente, ivi inclusi: b.1) il decreto del Prefetto, U.T.G., della Provincia di Caserta, prot. Interno n. -OMISSIS-, notificato in pari data, con il quale si comunica la sussistenza a carico della -OMISSIS-., nonché dei soggetti di cui all'art. 85 CAM e conviventi, di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionarne scelte ed indirizzi; b.2) gli atti preordinati, connessi e conseguenti e segnatamente: b.3) la nota dirigenziale dell'U.T.G. di Caserta, Area 1^ Antimafia, prot. uscita n. -OMISSIS- (recante notifica del predetto decreto); b.4) la comunicazione di avvio del procedimento, sempre a firma del dirigente del ridetto UTG, prot. n. -OMISSIS-; b.5) i verbali delle riunioni del locale Gruppo Investigativo Antimafia (G.I.A.) datati-OMISSIS- b.6) gli esiti dei monitoraggi condotti dal GICERIC (Gruppo Interforze Centrale per l'emergenza e la ricostruzione dell'Italia Centrale), richiamati nel decreto sub a) senza precisazione circa le date in cui sono avvenute le relative verifiche; b.7) la nota dell'Agenzia delle Dogane di Avellino prot. -OMISSIS-, relativa all'impugnata Determinazione del Comune, ivi richiamata.

Giustizia amministrativa202600109

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca dell'autorizzazione relativa a un impianto di distribuzione carburanti, adottata dal Comune in conseguenza di un'interdittiva antimafia riguardante la titolare dell'impianto

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società gestrice ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, la determina comunale di revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'impianto di distribuzione carburanti, nonché l'interdittiva antimafia prefettizia riguardante la società titolare dell'impianto e gli atti connessi, tra cui la comunicazione di avvio del procedimento, i verbali del Gruppo Investigativo Antimafia, gli esiti dei monitoraggi e una nota dell'Agenzia delle Dogane. Dal testo non risultano esposti in dettaglio i singoli motivi di legittimità articolati nel ricorso. Il TAR ha esaminato preliminarmente la posizione della ricorrente, dubitando della sua legittimazione attiva: l'interdittiva antimafia relativa alla titolare dell'impianto determina una particolare incapacità ex lege e preclude alla destinataria di intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione riconducibili all'art. 67 del d.lgs. n. 159/2011; ne conseguirebbe il ritiro vincolato dell'autorizzazione ampliativa, con effetti riflessi anche sulla società gestrice, non potendo l'attività essere esercitata dal gestore se non può esserlo dalla titolare. Inoltre, la stessa ricorrente è destinataria di un'interdittiva antimafia del Prefetto di Milano ancora efficace, poiché la sentenza che l'aveva annullata per incompetenza è stata sospesa dal Consiglio di Stato.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per insussistenza del fumus boni iuris, già in ragione della dubbia legittimazione attiva della società ricorrente. Ha ritenuto che l'interdittiva antimafia emessa nei confronti della titolare dell'impianto imponesse il ritiro vincolato dell'autorizzazione precedentemente rilasciata, con effetti anche nei confronti del gestore, e ha rilevato che la ricorrente era a sua volta colpita da un'interdittiva antimafia tuttora efficace. Non è stata adottata una decisione definitiva sull'annullamento degli atti. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra tutte le parti costituite.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare, sulla quale il TAR ha pronunciato respingendo la richiesta di sospensione.

  • art. 67 d.lgs. n. 159/2011

    È richiamato quale fondamento dell'incapacità derivante dall'interdittiva antimafia e del precluso rapporto con la pubblica amministrazione, ritenuto idoneo a imporre il ritiro vincolato del precedente provvedimento ampliativo.

  • art. 85 d.lgs. n. 159/2011

    È richiamato nell'individuazione dei soggetti considerati ai fini della documentazione antimafia.

Massime di principio

  • L'interdittiva antimafia nei confronti del titolare di un'autorizzazione amministrativa può determinare una particolare incapacità ex lege a intrattenere i rapporti con la pubblica amministrazione riconducibili all'art. 67 del d.lgs. n. 159/2011 e imporre il ritiro vincolato del precedente provvedimento ampliativo.
  • Gli effetti dell'interdittiva antimafia riguardante il titolare dell'autorizzazione possono riflettersi anche sul soggetto che gestisce l'attività con il consenso del titolare, poiché non è ammissibile che l'attività sia esercitata dal gestore quando il titolare non può più esercitarla nei rapporti con la pubblica amministrazione.
  • La perdurante efficacia di un'interdittiva antimafia adottata nei confronti dello stesso gestore costituisce elemento idoneo a escludere, in sede cautelare, il fumus boni iuris e a porre in dubbio la legittimazione attiva del gestore all'impugnazione della revoca dell'autorizzazione.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaIndustria, artigianato e attività produttiveTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
SottomaterieEffetti sui contratti e sui titoli abilitativi
IstitutiTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrere

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