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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36074/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato gli arresti domiciliari per il reato di furto di una busta con oggetti preziosi (valore circa euro 500.000) avvenuto il 5/8/2021. Il ricorso deduce: 1) carenza di motivazione rispetto a una prova decisiva (dichiarazioni dei genitori attestanti che l'imputato era in quarantena a Torvajanica il giorno del fatto); 2) violazione di legge per insussistenza delle esigenze cautelari, in particolare per mancata valutazione delle prove difensive e per la ritenuta fondatezza delle affermazioni del fratello Andrea che definiva il ricorrente "rapinatore spregiudicato"; 3) vizio di motivazione rispetto ai gravi indizi di colpevolezza, con riferimento a presunte contraddizioni nella identificazione (diversa descrizione di corporatura e altezza, tratto della bocca) e a un apparente incompatibilità temporale tra l'ora del furto e il riscontro della presenza dell'indagato nella cella di Torvajanica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili o infondate le censure che chiedevano una rivalutazione dei meri profili di fatto, ricordando il limite del sindacato di legittimità (art. 606 c.p.p.). Ha confermato che il Tribunale aveva adeguatamente motivato la sussistenza di gravi indizi sulla base del riconoscimento della persona offesa, corroborato dalla conversazione tra il fratello dell'imputato e il marito della persona offesa e dalle intercettazioni telefoniche. La Corte ha inoltre ritenuto che il Tribunale avesse valutato le dichiarazioni dei genitori relative alla quarantena, concludendo che l'imputato aveva comunque violato la quarantena; e che le esigenze cautelari fossero fondate in considerazione delle modalità del furto (apparente furto su commissione) e del possibile inserimento in circuiti criminali. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Limiti del sindacato della Corte di Cassazione: la Corte verifica la correttezza giuridica e la motivazione del provvedimento impugnato ma non rivede la valutazione delle prove di merito né sostituisce il proprio giudizio a quello del giudice di merito

  • art. 274, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Il requisito dell'attualità del pericolo non richiede l'imminenza di specifiche occasioni di reato, bensì una valutazione prognostica sulla possibilità di reiterazione, tenendo conto delle modalità del fatto, della personalità dell'indagato e del contesto socio-ambientale; tale valutazione deve essere più approfondita quanto maggiore è la distanza temporale dai fatti

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è sede per una nuova valutazione degli indizi di fatto: le critiche che mirano a riassegnare diversa valenza probatoria alle stesse emergenze sono in gran parte inammissibili.
  • Il riconoscimento operato dalla persona offesa, se corroborato da altri elementi (conversazioni, intercettazioni, riscontri investigativi), costituisce elemento di forte valenza indiziaria e può giustificare misure cautelari.
  • Le dichiarazioni difensive e gli alibi (es. quarantena) devono essere valutati dal giudice di merito; la mera produzione di tali dichiarazioni non impone l'automatico annullamento della misura se il giudice ritiene, con motivazione congrua, che esse siano incompatibili con altri elementi probatori.
  • Discrepanze nella descrizione fisica (altezza, corporatura, dettagli del volto) non escludono automaticamente l'identificazione se il giudice ritiene complessivamente attendibile il riconoscimento e vi sono elementi corroboranti.
  • Tenere conto che, in tema di misure cautelari, il giudice può fondare la prognosi di pericolosità su elementi quali le modalità del reato (es. apparente 'furto su commissione') e rapporti con circuiti criminali, non soltanto su prove di recidiva immediata.
  • Per resistere efficacemente a una richiesta cautelare o a un riconoscimento, è utile produrre prove oggettive e datate (tracciati telefonici/GPS, registrazioni, documentazione sanitaria tempestiva, testimonianze terze) che contrastino direttamente gli elementi di fatto ritenuti decisivi dal giudice.

Testo integrale

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