Cassazione Penale, Sentenza n. 18002/2024 del 07/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Firenze che aveva dichiarato inammissibile l'appello proposto dalla Conforti contro la sentenza del Giudice di Pace di Firenze del 12/07/2023. Il Tribunale aveva ritenuto che nell'atto di impugnazione non fosse stata depositata la dichiarazione o elezione di domicilio ai sensi dell'art. 581, comma 1-ter, c.p.p. La ricorrente contestava la decisione sostenendo che in calce all'atto di appello era indicata la procura speciale contenente l'esplicita dichiarazione di domicilio con l'indicazione della sua residenza quale luogo per ricevere la notificazione del decreto di citazione a giudizio.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che la procura speciale si limitasse a indicare la residenza dell'imputata senza una esplicita manifestazione di volontà che tale residenza fosse scelta come luogo per le notificazioni; la giurisprudenza della Cassazione esige una manifestazione consapevole di scelta tra i luoghi previsti dall'art. 157 c.p.p. pertanto la mancata declaratoria/elezione di domicilio rende l'appello inammissibile. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen.
Richiede che, ai fini dell'impugnazione, sia depositata una dichiarazione o elezione di domicilio; l'assenza di tale dichiarazione è causa di inammissibilità dell'appello.
art. 157 cod. proc. pen.
Individua i luoghi rilevanti per le notificazioni (residenza, domicilio, elezione di domicilio, ecc.); la scelta di uno di questi luoghi deve risultare da una manifestazione di volontà consapevole dell'interessato.
Giurisprudenza della Cassazione
Sez. 2, n. 18469 del 01/03/2022 (Luongo); Sez. 5, n. 41178 del 10/07/2014 (Barruffo); Sez. 2, n. 8397 del 10/11/2015 (Crosasso)
Costante orientamento secondo cui la mera indicazione della residenza o del domicilio in un atto processuale o nella procura non costituisce valida dichiarazione/electio di domicilio: è necessaria una manifestazione esplicita e consapevole dell'imputato.
Massime di principio
- La dichiarazione o elezione di domicilio deve essere espressa e specifica: la semplice indicazione della residenza nell'atto o nella procura non è sufficiente a costituire elezione di domicilio.
- La scelta va riferita a uno dei luoghi previsti dall'art. 157 c.p.p. e deve emergere una volontà consapevole dell'interessato di ricevere le notificazioni in quel luogo.
- Per evitare l'inammissibilità dell'impugnazione, inserire nell'atto di appello (o in atto separato) una formula esplicita di elezione di domicilio (es. "elevo domicilio in ..." o "dichiaro di eleggere domicilio presso ...").
- Se si intende utilizzare la procura o l'atto di nomina del difensore per indicare il domicilio, assicurarsi che contenga una dichiarazione esplicita di elezione di domicilio e non solo l'indirizzo di residenza.
- La mancata produzione di una valida dichiarazione/eletto di domicilio può comportare l'inammissibilità dell'impugnazione e l'addebito delle spese; è dunque consigliabile provvedere alla dichiarazione formale al momento dell'impugnazione.
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