Cassazione Penale, Sentenza n. 24122/2022 del 22/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La Pufin ha impugnato l'ordinanza che aveva mantenuto il sequestro preventivo su due immobili (Avellino e Marcianise) ritenuti acquistati con i proventi delle distrazioni contestate nella bancarotta fraudolenta della ELITAL S.p.A. Il ricorso denunciava: errata applicazione della regola di giudizio e motivazione apparente, difetto di valutazione delle prove difensive (consulenza tecnica) dimostranti la capacità economica autonoma di Pufin e l'esistenza di finanziamenti bancari che giustificavano l'acquisto; decisione fondata solo sulla collocazione temporale dei pagamenti senza esaminare altre fonti di provvista e senza accertare puntualmente il nesso di derivazione tra somme distratte e prezzo degli immobili.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato al Tribunale del riesame affinché riesamini il rapporto di derivazione tra le somme distratte e i pagamenti per gli immobili, valutando espressamente le allegazioni e la consulenza tecnica prodotta dalla difesa. La Corte ha censurato l'uso esclusivo della mera collocazione temporale degli esborsi e la mancata considerazione della capacità finanziaria autonoma della Pufin, rilevando lacune motivazionali tali da determinare vizio di motivazione eliminabile con rinvio.
Norme richiamate
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
Richiamato nella prospettiva di censurare la valutazione compiuta dal giudice del riesame; attiene alla disciplina del riesame e alla necessità di motivazione adeguata delle decisioni cautelari
art. 240, comma 1, cod. pen.
Riguarda la nozione di "profitto" del reato e il suo riconoscimento ai fini della confisca; il giudice deve accertare il nesso di derivazione del bene dal reato
art. 322-ter, cod. pen. (richiamato come parametro giurisprudenziale sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca)
Consente il sequestro preventivo reale finalizzato alla confisca del profitto del reato; richiede un accertamento indiziario del collegamento causale tra il bene e le somme illecite
art. 216 legge fallimentare
Norma richiamata rispetto alle distrazioni ritenute nella bancarotta: le somme distratte dalla fallita sono considerate fonte del profitto oggetto di confisca/sequestro
Giurisprudenza - Sez. U, Miragliotta (n. 10280/2007) e successive Sezioni Unite richiamate
"nel concetto di profitto o provento di reato, vanno compresi non soltanto i beni che l'autore del reato apprende alla sua disponibilità per effetto diretto ed immediato dell'illecito, ma anche ogni altra utilità che lo stesso realizza come effetto anche mediato ed indiretto della sua attività criminosa"
Principio secondo cui il "profitto" può comprendere beni acquistati con il reimpiego di denaro illecito, ma per applicare il sequestro è necessario un accertamento puntuale e motivato del rapporto di derivazione tra il bene e il reato
Massime di principio
- Per disporre o confermare un sequestro reale finalizzato alla confisca occorre indicare elementi indiziari chiari e puntuali che colleghino causalmente il bene al reato; la mera corrispondenza temporale tra distrazione e pagamento non è di per sé sufficiente
- Il giudice del riesame deve esaminare e motivare espressamente le prove e le consulenze tecniche prodotte dalla difesa che siano rilevanti per la provenienza delle somme utilizzate per l'acquisto di beni
- Deve valutarsi la capacità economico-finanziaria dell'acquirente alla data dell'acquisto e l'eventuale apporto di finanziamenti bancari o altre fonti lecite; tali elementi possono interrompere il nesso di derivazione dal reato
- La giurisprudenza ammette che il profitto comprenda beni frutto di reimpiego anche mediato, ma impone un rigoroso accertamento indiziario della derivazione per evitare sequestri trasformatisi in confische di valore senza adeguata motivazione
- In caso di motivazione apparente o lacunosa il rimedio più probabile è l'annullamento con rinvio per un nuovo esame approfondito del nesso di derivazione e delle prove contrapposte
- Difesa e parte interessata devono produrre prove dettagliate (es. CTU, documentazione bancaria) e sollecitare espressa valutazione di tali elementi nel provvedimento, poiché la mancata considerazione può rilevare in sede di legittimità
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