Cassazione Penale, Sentenza n. 27954/2023 del 27/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza d'appello che aveva confermato le rispettive condanne: Lo Verso per tentato furto aggravato (azione in autobus, uso di bastone, contestata aggravante della destrezza) e Bonfiglio per il reato di ostacolo a pubblico ufficiale (art. 336) con applicazione della recidiva. Lo Verso deduceva vizi probatori (affidabilità del teste Cannizzaro e modalità di identificazione), contestava l'aggravante della destrezza e chiedeva il riconoscimento di attenuanti (anche ex art. 62 n.4 e generiche), nonché l'applicazione della disciplina sulla procedibilità introdotta dal d.lgs. 150/2022. Bonfiglio deduceva mancanza di idoneità intimidatoria della violenza o minaccia ai sensi dell'art. 336, censurava l'attendibilità del riconoscimento, contestava l'applicazione della recidiva ex art. 99 e il diniego delle attenuanti generiche (art. 62-bis).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto i motivi in gran parte generici, reiterativi o manifestamente infondati: le argomentazioni del giudice di merito sulla attendibilità del teste e sull'identificazione sono pienamente motivate e non sindacabili in sede di legittimità; l'aggravante della destrezza è stata correttamente motivata alla luce del comportamento concertato dei complici in un autobus affollato e della manovra lesta con bastone; le attenuanti (compresa quella per danno di speciale tenuità) non sono applicabili al tentato furto di portafogli per i prevedibili ulteriori pregiudizi; la recidiva è stata adeguatamente motivata con riferimento ai precedenti e alla maggiore pericolosità sociale. La Corte ha inoltre precisato che la sopravvenuta modifica sulla procedibilità (d.lgs. 150/2022) non incide sull'inammissibilità del ricorso. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 56 cod. pen.
Riferimento alla disciplina sulla perseguibilità e ai limiti di pena in caso di reato tentato; la Corte richiama l'applicabilità delle riduzioni per il tentativo effettuate dal giudice di merito
art. 110 cod. pen.
Riferimento alla concorso di persone nel reato; utilizzato per qualificare l'azione come posta in essere di concerto tra più soggetti
art. 624 cod. pen.
Articolo relativo al furto; il fatto di Lo Verso è inquadrato come tentato furto ai sensi di questa norma
art. 625 cod. pen., comma 1, n. 4
Aggravante della 'destrezza'; la Corte conferma l'applicazione ritenendo che l'azione coordinata e la manovra in autobus affollato dimostrino particolare abilità/astuzia
art. 625 cod. pen., commi 4 e 8-bis
Richiamati nella rubrica della contestazione per la configurazione delle aggravanti previste per il fatto contestato
art. 99 cod. pen., comma 3 e comma 4
Norme sulla recidiva personale; la Corte conferma l'applicazione della recidiva a Bonfiglio motivando che i precedenti e la gravità della condotta evidenziano maggiore pericolosità sociale
art. 336 cod. pen.
Articolo che punisce la violenza o la minaccia a pubblico ufficiale; la questione era l'idoneità intimidatoria della condotta verso l'ufficiale di polizia giudiziaria, censurata dal ricorrente ma ritenuta adeguatamente valutata dal giudice di merito
art. 62 cod. pen. (n. 4)
Circostanza attenuante per danno di speciale tenuità; la Corte ricorda che non è applicabile al furto di un portafogli per i prevedibili danni correlati (carte, documenti ecc.)
art. 62-bis cod. pen.
Norma sulle attenuanti generiche; la Corte rileva che il giudizio di merito sul diniego è insindacabile se congruo e non contraddittorio, come nel caso in cui il diniego è basato sulla personalità dell'imputato e sull'allarme sociale
d.lgs. 150/2022
Riferimento alla novella che ha introdotto il regime di procedibilità a querela per taluni furti aggravati; la Corte afferma che la sopravvenuta procedibilità non incide sull'inammissibilità del ricorso in cassazione
Massime di principio
- In cassazione i motivi generici, ripetizioni delle censure già valutate dal giudice di merito o semplici richieste di rivalutazione del merito probatorio sono inammissibili: la Corte non riesamina la valutazione di fatto e di attendibilità dei testimoni salvo vizi logico-giuridici evidenti.
- L'aggravante della "destrezza" è configurabile quando la condotta dimostra particolare abilità, astuzia o avvedutezza, tipicamente quando vi sia una manovra coordinata volta a distrarre la vittima (es. in autobus affollato con complice che ostacola il movimento).
- La circostanza attenuante per danno di speciale tenuità non si applica automaticamente al furto di portafogli, poichè occorre valutare anche l'ulteriore pregiudizio derivante dalla perdita di documenti o strumenti di pagamento.
- L'applicazione della recidiva richiede motivazione che colleghi i precedenti alla maggiore pericolosità sociale dell'autore: non è sufficiente l'elenco dei precedenti senza valutazione della loro rilevanza rispetto al fatto attuale.
- Le modifiche legislative sopravvenute che incidono sulla procedibilità (es. trasformazione in reato procedibile a querela) non determinano automaticamente l'ammissibilità del ricorso in cassazione quando questo risulti già inammissibile per vizi formali o generici.
- Il diniego delle attenuanti generiche è valutazione di fatto del giudice del merito: in cassazione è sindacabile solo se la motivazione è contraddittoria o priva di qualsiasi supporto logico.
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