Cassazione Penale, Sentenza n. 36044/2025 del 05/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Censura dell'omessa motivazione da parte della Corte di appello sulla richiesta, formulata con i motivi aggiunti del 30/04/2025 e ribadita nelle conclusioni del 18/05/2025, di sostituzione della pena detentiva con la detenzione domiciliare ai sensi dell'art. 598-bis c.p.p.; la difesa ha sostenuto che la richiesta era ammissibile e tempestiva e che la Corte d'appello non si è pronunciata né esplicitamente né implicitamente sulla stessa
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per cassazione ritenendo il motivo fondato. Ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Torino per nuovo giudizio esclusivamente sulla richiesta di applicazione della pena sostitutiva (detenzione domiciliare), in quanto la decisione su tale richiesta comporta valutazioni di fatto non sindacabili in questa sede. In precedenza il Tribunale di Torino (16/10/2024) aveva condannato l'imputato per resistenza a pubblico ufficiale a quattro mesi di reclusione; la Corte di appello di Torino aveva in parziale riforma escluso la recidiva reiterata e rideterminato la pena a tre mesi ma non aveva deciso sulla istanza di sostituzione della pena
Norme richiamate
art. 598-bis c.p.p.
nel giudizio di appello celebrato in camera di consiglio senza la partecipazione delle parti «l'imputato, fino a quindici giorni prima dell'udienza, può, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, nei motivi nuovi e nelle memorie di cui al comma 1, esprimere il consenso alla sostituzione della pena detentiva con taluna delle pene sostitutive di cui all'articolo 53 della legge 24 novembre 1981, n. 689»
La norma ammette che, nel rito d'appello in camera di consiglio, l'imputato (anche tramite procuratore speciale) possa esprimere tempestivamente il consenso alla sostituzione della pena detentiva con pene sostitutive; la Corte d'appello, se la richiesta è formulata e ammissibile, ha il dovere di pronunciarsi e di motivare la decisione
art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689
Individua le pene sostitutive applicabili in luogo della pena detentiva (quali, tra le altre, la detenzione domiciliare); richiamato quale parametro per l'eventuale sostituzione della pena
d.lgs. 19 marzo 2024, n. 31 (art. 2, comma 1, lett. z), n. 1)
Ha introdotto nel codice di rito il comma 1-bis dell'art. 598-bis c.p.p., disciplinando i termini e le modalità con cui l'imputato può esprimere il consenso alla sostituzione della pena in appello celebrato in camera di consiglio
Sez. U, n. 42792 del 31/10/2001 (Policastro, Rv. 229092)
Principio secondo cui la Corte di legittimità può esaminare gli atti processuali quando è dedotta una violazione di norme processuali, consentendo il controllo sulla mancata pronuncia motivata da parte del giudice d'appello
Sez. U, n. 1 del 19/01/2000 (Tuzzolino, Rv. 216238)
Afferma l'obbligo del giudice dell'impugnazione di pronunciarsi sulle questioni devolute con l'impugnazione; al principio devolutivo corrisponde il dovere del giudice di esaminare e decidere le richieste formulate dalla parte
Massime di principio
- Se la difesa, nei termini previsti dall'art. 598-bis c.p.p., richiede la sostituzione della pena detentiva con una pena sostitutiva (es. detenzione domiciliare), la Corte d'appello ha il dovere di pronunciarsi espressamente e motivatamente sulla richiesta; l'omessa pronuncia è motivo di cassazione
- La richiesta di sostituzione è tempestiva se formulata secondo i termini del comma 1 e 1-bis dell'art. 598-bis c.p.p. (fino a 15 giorni prima dell'udienza, anche tramite procuratore speciale) e va valutata in rapporto all'entità della pena irrogata
- La Corte di Cassazione può esaminare gli atti e il mancato esame da parte del giudice d'appello quando è dedotta una violazione di norme processuali, e può annullare con rinvio quando la decisione richiede valutazioni di fatto non sindacabili in sede di legittimità
- In caso di rinvio per nuovo giudizio sulla sostituzione della pena, la Corte d'appello dovrà compiere le valutazioni di merito e motivare adeguatamente la decisione, tenendo conto dei parametri previsti dalla normativa sulle pene sostitutive
- Per l'avvocato difensore è fondamentale formulare e ribadire in modo documentato e nei termini processuali qualsiasi istanza volta alla sostituzione della pena, poiché la mancata trattazione può costituire motivo di annullamento
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 5 nov 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 35951/2025 del 05/11/2025
- Sentenza penale · 5 nov 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 35952/2025 del 05/11/2025
- Sentenza penale · 5 nov 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 35953/2025 del 05/11/2025
- Sentenza penale · 5 nov 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 35954/2025 del 05/11/2025
- Sentenza penale · 5 nov 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 35956/2025 del 05/11/2025
- Sentenza penale · 5 nov 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 35957/2025 del 05/11/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →