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Ordinanza

Ordinanza n. 1189/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della Deliberazione della Giunta Comunale n. 39 del 19/04/2022, del Comune di Villa di Briano (CE) recante l’approvazione della proposta dei "Lavori di rigenerazione e riqualificazione dell'area urbana via Cavour" (Centro Polifunzionale);

Giustizia amministrativa202602425

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione della Giunta Comunale n. 39 del 19 aprile 2022, recante l’approvazione della proposta dei lavori di rigenerazione e riqualificazione dell’area urbana di via Cavour (Centro Polifunzionale)

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la deliberazione comunale chiedendone l’annullamento e la sospensione cautelare. Dall’ordinanza emergono contestazioni riferite, in particolare, alla disponibilità giuridica dell’area interessata dall’intervento e alla legittimazione del Comune a disporne. Il Comune resistente ha sollevato eccezioni preliminari, la cui valutazione è stata espressamente riservata. Il ricorrente ha inoltre presentato un’istanza di accesso, in data 19 febbraio 2026, volta ad acquisire lo specifico titolo che legittimerebbe il Comune al possesso o comunque alla disponibilità dell’area.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. In sede sommaria ha rilevato che la documentazione in atti conferma l’assenza di aumenti volumetrici o modifiche della sagoma dell’opera. Ha inoltre attribuito prevalenza all’interesse pubblico all’ultimazione dei lavori, considerato lo stato pressoché ultimato dell’intervento e il rischio di perdita del finanziamento PNRR. Ha quindi ritenuto insussistenti sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora, precisando che le eccezioni preliminari del Comune restano impregiudicate. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di euro 1.500,00, oltre accessori di legge, per le spese della fase cautelare. Il TAR ha invece accolto l’istanza di accesso del 19 febbraio 2026, ordinando al Comune di depositare entro 60 giorni, ove esistente, il documento recante il titolo che legittima il possesso o la disponibilità dell’area; in mancanza, il Comune dovrà chiarire a quale titolo disponga dell’area.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata valutata secondo i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora; entrambi sono stati ritenuti insussistenti.

  • PNRR

    Il possibile rischio di perdita del finanziamento PNRR è stato considerato nel bilanciamento cautelare degli interessi, quale elemento idoneo a privilegiare l’ultimazione dell’opera.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, la documentazione che esclude aumenti volumetrici o modifiche della sagoma può incidere sulla valutazione sommaria del fumus boni iuris relativo alla legittimità di un intervento edilizio o urbanistico.
  • Nel bilanciamento cautelare, lo stato avanzato o pressoché ultimato dei lavori e il rischio di perdita di un finanziamento pubblico possono prevalere sull’interesse privato alla sospensione dell’intervento, soprattutto quando non sia dimostrato un concreto e attuale periculum in mora.
  • L’accoglimento di un’istanza di accesso può comportare l’ordine all’amministrazione di depositare in giudizio il documento che giustifica il possesso o la disponibilità dell’area controversa; ove tale documento non esista, l’amministrazione deve chiarire il titolo giuridico della propria disponibilità.

Come è indicizzato

MaterieQualificazione degli interventiLocalizzazione di opere e impiantiTutela cautelare
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaOnere della prova e principio dispositivo

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