Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18976/2022 del 12/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Procura generale impugna la sentenza di patteggiamento perché ha concesso la sospensione condizionale della pena nonostante numerose precedenti condanne e il riconoscimento della recidiva ai sensi dell'art. 99, comma 4, c.p., sostenendo che ciò rendeva illegittima la concessione del beneficio in violazione dell'art. 164, comma 2, n. 1, c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere stato proposto oltre i limiti dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Ha inoltre chiarito che la nozione di "pena illegale" ai fini dell'art. 448, comma 2-bis, è da intendersi in senso ristretto: la pena è illegale quando, per specie o quantità, non corrisponde a quella prevista dalla fattispecie o è stata determinata su una cornice edittale inapplicabile (es. per incostituzionalità o violazione del divieto di irretroattività). L'errata concessione della sospensione condizionale per mancato rispetto dei presupposti costituisce un vizio di legittimità della decisione, ma non sempre una "pena illegale" che legittimi il ricorso di cassazione previsto dall'art. 448, comma 2-bis.

Norme richiamate

  • art. 164, comma 2, n. 1, cod. pen.

    Riferimento ai presupposti per la concessione della sospensione condizionale; il mancato rispetto di tali presupposti configura un vizio di legittimità della decisione, non automaticamente una "pena illegale" ai fini dell'impugnazione in Cassazione.

  • art. 99, comma 4, cod. pen.

    Richiamato in relazione al riconoscimento della recidiva, elemento che la Procura generale invoca come motivo per escludere la sospensione condizionale.

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    Fissa i limiti della proponibilità del ricorso per cassazione avverso le sentenze di applicazione della pena concordata; la Corte applica una lettura restrittiva della nozione di "pena illegale" prevista da questa norma, rendendo inammissibile il ricorso che non rientra nei motivi tassativi.

  • art. 337, cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di resistenza (reato per cui l'imputato è stato condannato nell'ambito del patteggiamento); citata in epigrafe rispetto all'oggetto del processo.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro sentenze di patteggiamento è ammissibile mediante art. 448, comma 2-bis, c.p.p. solo quando sussista una "pena illegale" in senso stretto: pena non prevista dall'ordinamento per il fatto, o eccedente i limiti di specie/quantità, o determinata su una cornice edittale inapplicabile (es. per incostituzionalità o violazione del divieto di irretroattività).
  • L'errata concessione di benefici (come la sospensione condizionale) per mancato rispetto dei presupposti costituisce un vizio di legittimità della decisione e non necessariamente una "pena illegale"; tale vizio non sempre è rimediabile con il ricorso ex art. 448, comma 2-bis.
  • Prima di proporre ricorso per cassazione avverso patteggiamenti, verificare con attenzione i limiti di proponibilità previsti dall'art. 448, comma 2-bis, e circostanziare la presenza di una vera e propria illegalità della pena secondo i criteri consolidati dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite.
  • Se l'obiettivo è contestare la legittimità della concessione di una misura alternativa o di un beneficio (es. sospensione), valutare altri rimedi o azioni processuali idonee a far emergere il vizio di legittimità nei termini ammessi dall'ordinamento, previa consulenza difensiva.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.