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Sentenza

Sentenza n. 4218/2026 - Milano, Sezione 3

per l'annullamento della comunicazione n. -OMISSIS- del 09.04.2025 del Ministero della Giustizia - esame di Stato per l'esercizio della professione di Avvocato riferita al ricorrente e letta in pari data, con la quale è stato comunicato al ricorrente il voto della prova scritta contenuta nella busta n. 1713 ed il conseguenziale esito di non ammissione alla prova orale dell'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense - sessione 2024; del verbale n. -OMISSIS- del 03.02.2025 della Commissione n. 10 della Corte di Appello di -OMISSIS- denominato “Correzione degli elaborati relativi alla prova scritta degli esami di Avvocato - sessione 2024” riportante l'assegnazione del voto numerico relativamente alle buste dal n. 1713 al n. 1727 e relativo elaborato del ricorrente con ivi apposto il voto numerico di valutazione; nonché, ove occorrer possa, di ogni atto prodromico, connesso e/o conseguente, anche, allo stato, non conosciuto se, ed in quanto, lesivo degli interessi del ricorrente.

Giustizia amministrativa202502036

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lettera c), e 85, comma 9, c.p.a., prendendo atto del superamento, da parte del ricorrente, della sessione 2025 dell'esame di abilitazione, circostanza che ha eliminato l'interesse alla decisione sull'impugnazione della mancata ammissione alla prova orale della sessione 2024. Le spese di giudizio sono state compensate.

TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: comunicazione del voto della prova scritta e della conseguente non ammissione alla prova orale dell'esame di avvocato, nonché il verbale di correzione dell'elaborato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la comunicazione con cui gli è stato comunicato il voto negativo della prova scritta contenuta nella busta n. 1713 e il conseguente esito di non ammissione alla prova orale dell'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense, sessione 2024. Ha inoltre impugnato il verbale della commissione recante l'assegnazione del voto numerico al suo elaborato e gli atti connessi e conseguenti. Nelle more del giudizio, il ricorrente ha partecipato alla sessione 2025 dell'esame di abilitazione e ha superato positivamente le relative prove, dichiarando quindi di non avere più interesse alla decisione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell'ambito della definizione del giudizio con pronuncia di improcedibilità.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità del ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Il ricorso avverso la mancata ammissione alla prova orale di un esame abilitante è improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando il candidato superi successivamente una nuova sessione del medesimo esame, purché tale sopravvenienza elimini l'utilità concreta della decisione sulla precedente sessione.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata quando, nel corso del giudizio, venga meno l'utilità concreta e attuale che il ricorrente potrebbe ottenere dall'eventuale accoglimento della domanda di annullamento.

Come è indicizzato

MaterieEsami di abilitazioneEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProfessioni e ordini professionaliProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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