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Cassazione Civile, Ordinanza n. 01830/2023 del 20/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (contribuente)

La controversia

La controversia nasce dal diniego di rimborso delle somme sostenute da una società per ottenere garanzie fideiussorie richieste dall'Ufficio in relazione a domande di rimborso IVA per gli anni 2010, 2011 e 2012, chiuse con credito a favore della contribuente. In primo grado il ricorso era stato respinto; in appello la CTR Lombardia aveva confermato il rigetto, ritenendo che la fideiussione fosse una libera scelta del contribuente per ottenere l'immediato utilizzo del credito e che, proprio per questo vantaggio, l'Amministrazione non fosse tenuta a rimborsarne il costo. La società ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: (1) violazione dell'art. 17 della l. n. 167/2017, dell'art. 38-bis d.P.R. n. 633/1972, dell'art. 183 della direttiva 2006/112/CE e dei principi di neutralità, effettività e proporzionalità, oltre a dedurre in via subordinata la necessità di rinvio pregiudiziale ex art. 267 TFUE; (2) violazione dell'art. 8 l. n. 212/2000 e degli artt. 38 e 38-bis d.P.R. n. 633/1972, sostenendo che l'Amministrazione deve rimborsare il costo delle fideiussioni che il contribuente ha dovuto richiedere per ottenere il rimborso dei tributi.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondati entrambi i motivi, nei limiti della motivazione, richiamando il proprio consolidato orientamento secondo cui il rimborso del costo delle fideiussioni richieste per ottenere la sospensione, la rateizzazione o il rimborso dei tributi ha portata generale, tutela l'integrità patrimoniale del contribuente ed è coerente con il diritto unionale, purché il sistema non ponga il soggetto passivo a rischio finanziario. Ha quindi censurato la decisione della CTR per avere escluso il rimborso sulla base della libera scelta del contribuente di ricorrere alla garanzia e del vantaggio dell'immediato utilizzo delle somme rimborsate. È stato dichiarato assorbito il profilo subordinato relativo al rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia. Il ricorso è stato accolto, la sentenza impugnata è stata cassata e la causa è stata rinviata alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3, cod. proc. civ.

    è il parametro processuale invocato per denunciare violazione e falsa applicazione di legge.

  • art. 17 della legge n. 167 del 2017

    richiamato dalla ricorrente tra le norme violate, in tema di rimborso dei costi delle garanzie fideiussorie nel contesto IVA.

  • art. 38-bis del d.P.R. n. 633 del 1972

    norma richiamata quale base del sistema di rimborso IVA e delle garanzie richieste dal Fisco.

  • art. 183 della Direttiva n. 2006/112/CE

    richiamato come fonte unionale che tutela il rimborso dell'eccedenza IVA in modo da non esporre il soggetto passivo a rischio finanziario.

  • art. 267 TFUE

    invocato in via subordinata per il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia, poi assorbito dall'accoglimento dei motivi.

  • art. 8 della legge n. 212 del 2000

    ha natura immediatamente precettiva e attribuisce al contribuente un diritto soggettivo perfetto al rimborso del costo delle fideiussioni richieste per sospensione, rateizzazione o rimborso dei tributi, anche per garanzie stipulate prima della sua entrata in vigore.

  • art. 38 del d.P.R. n. 633 del 1972

    richiamato insieme all'art. 38-bis nel quadro della disciplina dei rimborsi IVA.

  • art. 30 del d.P.R. n. 633 del 1972

    menzionato nel contesto della procedura d'infrazione europea sulle condizioni di rimborso IVA.

  • art. 8, comma 4, Statuto del contribuente

    impone il rimborso del costo delle garanzie fideiussorie richieste dal contribuente; l'espressione "ha dovuto richiedere" va intesa come onere necessario in rapporto allo scopo perseguito, non come esistenza di un obbligo normativo a contrarre la garanzia.

  • art. 370, comma 1, cod. proc. civ.

    richiamato per la partecipazione dell'Agenzia all'udienza senza controricorso nei termini.

  • art. 8, comma 4, l. n. 212 del 2000

    la Corte lo interpreta in senso ampio, comprensivo di tutte le garanzie fideiussorie necessarie per ottenere il beneficio tributario richiesto dal contribuente.

Massime di principio

  • In materia di IVA, il diritto al rimborso dei costi della garanzia fideiussoria richiesta dal contribuente per ottenere il rimborso del tributo ha portata generale e non dipende dalla specifica fisionomia della controversia tributaria.
  • L'art. 8, comma 4, dello Statuto del contribuente attribuisce un diritto soggettivo al rimborso delle spese di fideiussione, con immediata precettività, senza necessità di decreti attuativi.
  • L'espressione "ha dovuto richiedere" la garanzia va letta come necessità funzionale rispetto allo scopo perseguito dal contribuente, non come imposizione normativa di stipulare la fideiussione.
  • Una disciplina dei rimborsi IVA che lasci al contribuente un rischio finanziario o renda non integralmente neutro l'anticipato recupero del credito può porsi in contrasto con il diritto unionale.
  • La scelta del contribuente di utilizzare una fideiussione per ottenere l'immediato rimborso non esclude il diritto alla rifusione del relativo costo quando la garanzia sia strumentale al conseguimento del rimborso tributario.

Come è indicizzato

MaterieRimborsi
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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