Cassazione Penale, Sentenza n. 06720/2026 del 18/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso in cassazione avverso la conferma in appello della condanna per concorso in trasferimento fraudolento di valori (artt. 110 e 512-bis c.p.) e autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.). Il ricorrente deduceva vizi di motivazione e violazioni di legge: mancata prova del dolo specifico richiesto dall'art. 512-bis, insufficiente accertamento della provenienza illecita dei capitali (reato presupposto), errata valutazione della prova e della documentazione che avrebbe dimostrato risorse lecite (versamenti della madre), eccessiva severità della pena ai sensi dell'art. 133 c.p. e carenza motivazionale sulla confisca ex artt. 240 e 240-bis c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto congrua e non manifestamente illogica la motivazione dei giudici di merito sulla sussistenza del dolo specifico per l'art. 512-bis, considerato anche il quadro indiziario (intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori) e la concreta ragionevolezza della previsione di misure di prevenzione. Ha confermato anche la valutazione circa la provenienza illecita delle somme e la ricorrenza dell'autoriciclaggio, nonché la congruità del trattamento sanzionatorio e la legittimità della confisca per sproporzione reddituale ai sensi dell'art. 240-bis c.p.p. La Corte ha inoltre richiamato il limite del giudice di legittimità a sindacare valutazioni di merito non affette da vizio di legge o da manifesta illogicità.
Norme richiamate
art. 512-bis cod. pen.
Il dolo specifico di eludere le misure di prevenzione puo essere configurato anche prima dell'avvio della procedura di prevenzione quando l'interessato puo fondatamente presumere il suo inizio; elementi indiziari e conversazioni intercettate possono suffragare tale intento
art. 648-ter.1 cod. pen.
Per l'autoriciclaggio la corte ha ritenuto sufficienti indizi sulla provenienza illecita dei beni impiegati nell'attivita societaria; l'elemento soggettivo si desume da manifestazioni esteriorizzate della condotta
art. 110 cod. pen.
Applicato in combinazione con le fattispecie principali per affermare il concorso di persone nel reato
art. 240-bis cod. proc. pen.
Imposta la confisca per valore sproporzionato rispetto al reddito lecitamente dichiarato; la sproporzione reddituale adeguatamente motivata legittima la confisca
art. 133 cod. pen.
La determinazione della pena rientra nella discrezionalita del giudice di merito; la Corte ha ritenuto la motivazione della pena congrua e non suscettibile di revisione in Cassazione salvo vizi logici o di diritto
art. 611, comma 1-bis, cod. proc. pen.
Consente la trattazione in pubblica udienza alle parti su richiesta; richiamato procedimentalmente
art. 192 cod. proc. pen.
Richiamato nelle censure del ricorrente riguardo alla valutazione della prova; la Corte ha ricordato che la tipologia del reato presupposto puo essere individuata anche senza ricostruzione integrale degli estremi storici
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 4, comma 1, lett. a
Richiamato come principio secondo cui l'essere rinviato a giudizio per reati associativi puo integrare il presupposto per prevedere iniziative di prevenzione patrimoniale
d.P.R. n. 309/1990, art. 74
Riferimento ai reati di stupefacenti come contesto fattuale; l'assoluzione per l'art. 74 non escludeva, per i giudici, la fondatezza degli indizi di partecipazione a traffici illeciti
artt. 240 e 240-bis cod. proc. pen.
Normativa sulla confisca e sul sequestro per sproporzione reddituale; la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione sul punto
art. 616 cod. proc. pen.
Richiama la condanna alle spese per il ricorrente in caso di inammissibilita del ricorso
Massime di principio
- Il dolo specifico richiesto dall'art. 512-bis puo essere desunto da elementi indiziari e dalla concreta prevedibilita dell'avvio di misure di prevenzione, anche se tali misure non sono ancora in corso
- La Cassazione non puo riaprire il giudizio di fatto: ricostruzioni probatorie e valutazioni sull'attendibilita delle prove spettano al giudice di merito salvo manifesta illogicita o vizio di diritto
- Per l'autoriciclaggio e sufficiente individuare la tipologia del reato presupposto almeno nel suo fumus senza doverne ricostruire integralmente tutti gli estremi storico-fattuali
- La sproporzione tra patrimoni posseduti e redditi leciti giustifica la confisca ex art. 240-bis c.p.p. se adeguatamente motivata dai giudici di merito
- La determinazione della pena rientra nell'area di discrezionalita del giudice di merito; la Cassazione sindaca la congruita solo in presenza di irragionevolezza manifesta o di errori di diritto
- Le dichiarazioni di collaboratori e le intercettazioni, se valutate credibili dal giudice di merito in un contesto indiziario complessivo, possono sopperire alla mancanza di una prova diretta della provenienza illecita
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