Sentenza n. 449/2026 - Genova, Sezione 1
per l'annullamento - dell’ordinanza n° -OMISSIS- -OMISSIS-notificata in data 26.02.2023, con la quale il Questore della Provincia di Savona ha ordinato al “-OMISSIS- -OMISSIS- il divieto di far ritorno nel Comune di Savona per un periodo di due (2) anni”; - di tutti gli ulteriori atti presupposti, connessi, collegati e conseguenziali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza del Questore di Savona recante divieto di fare ritorno nel Comune di Savona per due anni, con foglio di via obbligatorio
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Questore gli aveva vietato di rientrare nel Comune di Savona per la durata di due anni, ai sensi dell’art. 1, lett. c), d.lgs. n. 159/2011, disponendone il rimpatrio presso il Comune di residenza. La misura era stata adottata dopo che il ricorrente era stato colto in flagranza nel tentativo di sottrarre merce da un supermercato e sulla base di precedenti condanne e segnalazioni di polizia, tra cui una denuncia per minacce e condanne per delitti contro il patrimonio. Nel corso del giudizio il TAR ha rilevato la possibile sopravvenuta carenza di interesse, poiché il divieto biennale, notificato il 26 febbraio 2023, aveva esaurito i propri effetti il 26 febbraio 2025.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che il provvedimento aveva esaurito i propri effetti nel corso del giudizio dopo il rigetto della domanda cautelare. Non sussistevano i presupposti per una pronuncia di accertamento dell’illegittimità ai sensi dell’art. 34, comma 3, c.p.a., poiché il ricorrente non aveva rappresentato alcun interesse a tale accertamento ai fini risarcitori. Ad abundantiam, il Collegio ha ritenuto comunque il ricorso infondato nel merito: la misura risultava assistita dai presupposti dell’art. 1, lett. c), d.lgs. n. 159/2011, essendo stata congruamente motivata la valutazione di pericolosità sulla base del tentato furto, della denuncia per minacce, delle plurime condanne per truffa e furto e dell’assenza di legami personali, familiari, lavorativi, sanitari o religiosi con Savona. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 1, lett. c), d.lgs. n. 159/2011
La misura del foglio di via obbligatorio e del divieto di ritorno presuppone una valutazione di pericolosità della persona, che nel caso concreto è stata ritenuta congruamente motivata sulla base di precedenti penali, segnalazioni di polizia e dell’assenza di legami qualificati con il Comune interessato.
art. 34, comma 3, c.p.a.
Quando il provvedimento impugnato ha esaurito i propri effetti, il giudice può pronunciare sull’illegittimità dell’atto solo se persiste un interesse ai fini risarcitori; in mancanza di tale interesse, il ricorso è improcedibile.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.
Massime di principio
- Quando un provvedimento amministrativo a efficacia temporalmente limitata ha esaurito i propri effetti nel corso del giudizio, il ricorso per annullamento diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, salvo che il ricorrente rappresenti un interesse alla declaratoria di illegittimità ai fini risarcitori ai sensi dell’art. 34, comma 3, c.p.a.
- Il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno può ritenersi legittimamente motivato quando la valutazione di pericolosità individuale sia fondata su elementi concreti quali denunce, precedenti condanne e recenti condotte delittuose, unitamente all’assenza di legami personali, familiari, lavorativi, sanitari o religiosi con il Comune dal quale la persona deve essere allontanata.
Come è indicizzato
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