Cassazione Penale, Sentenza n. 22114/2026 del 16/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Mario Castorina impugnava per violazione dell'art. 8 cod. proc. pen., sostenendo che la truffa fosse a consumazione prolungata e che quindi la competenza territoriale dovesse radicarsi nel luogo dell'"ultimo" pagamento (Catania). Giuseppa Denaro deduceva la violazione dell'art. 110 cod. pen. e vizî di motivazione: la sua responsabilità sarebbe stata basata unicamente sulla formale intestazione delle utenze telefoniche utilizzate per i contatti, senza prova dell'effettivo uso dei dispositivi, di un accordo criminoso, di movente o di profitto; la persona offesa avrebbe riferito interlocuzioni solo con un soggetto maschile.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. In ordine alle questioni sollevate da Castorina, ha confermato che la ricostruzione di merito — che ha rilevato più versamenti riconducibili alla medesima condotta fraudolenta e, in particolare, l'ultimo accredito su carta Postepay — determina la consumazione del reato nel luogo e nel momento dell'ultimo pagamento; pertanto la competenza territoriale è correttamente stata individuata. Quanto alla posizione di Denaro, la Corte ha ritenuto legittima la valutazione dei giudici di merito: la titolarità delle utenze utilizzate, la mancata denuncia di sottrazione, la recente attivazione e l'assenza in istruttoria di elementi contrari consentivano, come prova indiziaria, di fondare la responsabilità per concorso di persone. Le censure dei ricorrenti sono state ritenute in gran parte riconducibili a una rivalutazione di fatto non consentita in sede di legittimità. Sono stati inoltre esclusi dagli esamin i gli atti della parte civile depositati oltre il termine; i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro tremila a favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 8 cod. proc. pen.
Ai sensi dell'art. 8, comma 1, cod. proc. pen., ai fini del radicamento della competenza, "La competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato".
La Corte ha applicato il principio secondo cui, nella truffa a consumazione prolungata, il luogo di consumazione è quello dell'ultimo pagamento causalmente collegato alla condotta fraudolenta; pertanto la competenza territoriale segue il luogo in cui la vittima ha effettuato l'ultimo versamento (anche se realizzato su carta ricaricabile Postepay).
art. 110 cod. pen.
Usato in riferimento al concorso di persone: la Corte ha ritenuto che la prova idonea a fondare il concorso può essere anche indiziaria (es. titolarità delle utenze, assenza di denuncia di sottrazione, recente attivazione), se il quadro probatorio nel suo complesso giustifica l'inferenza di un accordo criminoso.
art. 611 cod. proc. pen.
Norma richiamata per la trattazione scritta del procedimento: la Corte ha valutato la tempestività dei depositi e ha escluso dalla disamina gli atti della parte civile depositati oltre i termini processuali previsti.
art. 172, comma 5, disp. att. cod. proc. pen.
Riferimento alle regole sui termini per il deposito delle conclusioni scritte; la tardività del deposito della parte civile ha comportato l'esclusione dell'atto dalla valutazione.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamata in relazione ai termini e alle modalità di impugnazione in cassazione; i motivi devono rispettare i limiti formali e di contenuto richiesti, evitando mere rielaborazioni fattuali.
art. 616 cod. proc. pen.
Consente alla Corte di condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a irrogare una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende in relazione all'impugnazione inammissibile.
Massime di principio
- Nel caso di truffa con più versamenti riconducibili a un'unica condotta fraudolenta (consumazione prolungata), la consumazione si identifica con l'ultimo pagamento causalmente collegato all'inganno; la competenza territoriale segue il luogo in cui tale ultimo versamento è stato effettuato.
- Se il profitto è conseguito tramite accredito su carta ricaricabile (es. Postepay), il momento e il luogo di consumazione sono quelli in cui la vittima ha versato la somma sulla carta, perché l'agente ottiene la disponibilità immediata del denaro.
- Le impugnazioni che si limitano a contestare la valutazione dei fatti operata dai giudici di merito, senza affrontare compiutamente l'apparato motivazionale, sono inammissibili in Cassazione; la riconsiderazione dei fatti non è consentita in sede di legittimità.
- La titolarità formale di utenze telefoniche e carte, insieme alla mancanza di denuncia di sottrazione e alla recente attivazione, può costituire un elemento indiziario idoneo a ricostruire la partecipazione di terzi a un accordo criminoso, purché inserito in un quadro probatorio complessivo non contraddetto da elementi concreti.
- Gli atti o le conclusioni depositate oltre i termini processuali previsti (anche per la parte civile) possono essere esclusi dalla Corte e non considerati nella decisione; è essenziale rispettare i termini di deposito per non pregiudicare la loro valutazione.
- Nel censurare questioni di competenza territoriale, occorre non solo formulare un'eccezione di diritto ma confrontarsi con i fatti accertati: la scelta del luogo di consumazione si fonda su analisi fattuali che la Cassazione può sindacare solo nei limiti del diritto.
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