Cassazione Penale, Sentenza n. 21923/2023 del 22/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Carillo impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che, in riforma del provvedimento del GIP, gli aveva applicato gli arresti domiciliari per il pericolo di reiterazione in relazione a plurime ipotesi di bancarotta fraudolenta contestate per il suo ruolo di amministratore di fatto della Italtrade Srl. Denunciava violazione degli artt. 274 e 275 c.p.p. e vizio di motivazione: a suo dire il Tribunale si era basato su mere congetture, non aveva considerato utilmente l'interrogatorio di Laura Spalletti che dimostrerebbe l'impossibilità di utilizzo di altre società per reiterare i reati e non aveva spiegato la proporzionalità e l'adeguatezza della misura, dato che rapporti/collegamenti ritenuti pericolosi sarebbero già cessati (Spalletti) o erano soggetti a misure interdittive (Gambardella).
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati i motivi e ha confermato la valutazione del Tribunale del riesame: esistono gravi indizi di colpevolezza e circostanze concrete e recenti (schema organizzato di società formalmente amministrate da terzi, uso di prestanome, interlocuzioni fino al 2021, assenza di una vera struttura aziendale per le società coinvolte) che rendono plausibile il pericolo di reiterazione mediante altre società riconducibili al Carillo. La Corte ha richiamato il corretto inquadramento del requisito di "attualità" del periculum libertatis come valutazione prognostica e ha ritenuto congrua e motivata la scelta degli arresti domiciliari come misura idonea a interrompere il circuito fraudolento. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e rinvio degli adempimenti di cancelleria.
Norme richiamate
art. 274 cod. proc. pen.
Il requisito dell'attualità del pericolo (lett. c) va inteso in senso prognostico: non richiede l'imminenza di specifiche occasioni di reato ma la valutazione della persistenza della potenzialità criminosa in relazione a modalità, personalità e contesto; più distante è il fatto, più approfondita deve essere l'analisi.
art. 275 cod. proc. pen.
Richiamato in tema di motivazione e scelta della misura, secondo cui il giudice deve indicare le ragioni che giustificano la misura cautelare applicata, e ciò è stato ritenuto svolto dal Tribunale sulla base delle evidenze fattuali.
art. 28 reg. esec. cod. proc. pen.
Richiamato per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione; non incide sulla valutazione cautelare sostanziale.
Massime di principio
- Il requisito di "attualità" del pericolo di reiterazione non equivale all'imminenza di una specifica occasione di reato: è una valutazione prognostica che tiene conto del modus operandi, della personalità dell'indagato e del contesto socio-aziendale.
- Anche dichiarazioni di terzi (es. collaboratori o amministratori formali) non necessariamente escludono il pericolo di reiterazione se dai fatti emerga che le società sono state strumenti del disegno fraudolento.
- La scelta della misura cautelare (es. arresti domiciliari) è legittima se il giudice fornisce una motivazione concreta che colleghi la misura al rischio che si intende prevenire; la Corte revisiona la logicità e congruenza della motivazione ma evita una riedizione integrale del giudizio di merito.
- La prova di una struttura societaria "di facciata" o l'uso sistematico di prestanome aumentano la plausibilità del rischio che l'indagato possa continuare a delinquere tramite altre società.
- I rilievi sulla proporzionalità devono essere specifici e confrontarsi con le argomentazioni integrali del giudice: censure generiche o non fondate su elementi nuovi sono destinate a essere respinte.
- Quando i fatti indicano pianificazione e ripetitività di condotte fraudolente, la distanza temporale dagli eventi non è di per sé sufficiente a escludere l'attualità del pericolo; è necessaria una valutazione complessiva e documentata.
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