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Sentenza

Sentenza n. 10281/2026 - Roma, Sezione 5B

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dall’Amministrazione nel procedimento avente ad oggetto l’istanza di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Spagna ai sensi del d. lgs. 9 novembre 2007, n. 206, come modificato dal d. lgs. 28 gennaio 2016, n. 15; e per la condanna della P.A. all’adozione di un provvedimento espresso nel termine stabilito ex art. 117, comma 2, c.p.a. nonché per la nomina di un commissario ad acta incaricato di concludere il procedimento con l’adozione del provvedimento in caso di perdurante inerzia serbata dalla Amministrazione intimata;

Giustizia amministrativa202602740

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull’istanza del 16 aprile 2025 di riconoscimento in Italia del titolo conseguito in Spagna per l’insegnamento di sostegno

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente con titolo estero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’istanza di riconoscimento in Italia di un titolo ritenuto valido per l’insegnamento di sostegno, conseguito in Spagna, nonché la condanna dell’Amministrazione a concludere il procedimento con un provvedimento espresso e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Il Ministero si è costituito con atto di mero stile. Il ricorso si fonda sul superamento del termine previsto per la conclusione del procedimento di riconoscimento dei titoli professionali conseguiti in altro Stato membro dell’Unione europea.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, accertando il silenzio-inadempimento del Ministero. Ha rilevato che la competenza a concludere il procedimento spetta al Ministero dell’Istruzione e che, ai sensi dell’art. 16, comma 6, d.lgs. 206/2007, il provvedimento di riconoscimento deve essere adottato entro quattro mesi dalla presentazione della documentazione completa. Poiché tale termine era scaduto alla data di proposizione del ricorso, il Ministero è stato ordinato di esaminare la posizione del ricorrente e di adottare un provvedimento espresso entro 120 giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione amministrativa della sentenza. L’Amministrazione dovrà valutare il percorso di studi, i titoli conseguiti nello Stato membro e l’intero compendio delle competenze, conoscenze e capacità acquisite, verificando l’equipollenza e, ove necessario, disponendo misure compensative proporzionate. In caso di ulteriore inerzia, il responsabile del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, con facoltà di delega, dovrà provvedere quale commissario ad acta entro gli ulteriori 90 giorni successivi. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 500 euro oltre accessori per spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 117, comma 2, c.p.a.

    Consente al giudice amministrativo, in caso di silenzio-inadempimento, di ordinare all’Amministrazione di provvedere entro un termine e di prevedere l’intervento sostitutivo in caso di ulteriore inerzia.

  • art. 16, comma 6, d.lgs. 206/2007

    Impone all’autorità competente di adottare il provvedimento di riconoscimento del titolo professionale conseguito all’estero entro quattro mesi dalla presentazione della documentazione completa.

  • art. 14 direttiva 2005/36/CE

    Consente, ove necessario, la previsione di misure compensative proporzionate ai fini del riconoscimento delle qualifiche professionali.

  • art. 6 d.l. 173/2022, convertito in l. 604/2022

    Ha disposto la denominazione di Ministero dell’Istruzione e del Merito, senza incidere sulla competenza ministeriale a concludere il procedimento di riconoscimento.

  • direttiva 2005/36/CE

    Richiede che il riconoscimento delle qualifiche professionali tenga conto dell’intero compendio di competenze, conoscenze e capacità acquisite e consenta, se necessario, misure compensative proporzionate.

Massime di principio

  • Quando il termine legale per la conclusione del procedimento di riconoscimento di una qualifica professionale conseguita in altro Stato membro dell’Unione europea è scaduto, il silenzio dell’autorità competente integra silenzio-inadempimento e il giudice amministrativo può ordinare l’adozione di un provvedimento espresso entro un termine assegnato.
  • Nel procedimento di riconoscimento di un titolo professionale estero, l’autorità competente deve valutare l’intero compendio delle competenze, conoscenze e capacità acquisite, considerando anche la durata, il livello e la qualità della formazione, senza limitarsi a un confronto meramente formale dei titoli.
  • La valutazione dell’equipollenza di una qualifica professionale conseguita in altro Stato membro deve essere seguita, ove emergano differenze rilevanti, dalla considerazione di misure compensative opportune e proporzionate, anziché da un automatico diniego del riconoscimento.
  • Nel giudizio avverso il silenzio, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, prevedendo che intervenga, per concludere il procedimento, dopo l’inutile decorso del termine assegnato all’Amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioTermini e notificazione del ricorsoGiudizio di ottemperanza
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad actaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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