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Ordinanza

Ordinanza n. 42/2026 - Parma, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di revoca del nulla osta all’ingresso per motivi di lavoro subordinato emesso dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Parma il 24.11.2025, pratica P-PR/L/Q/-OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202600039

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di revoca del nulla osta all’ingresso per motivi di lavoro subordinato, emesso dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Parma il 24 novembre 2025

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, la revoca del nulla osta all’ingresso per lavoro subordinato. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che il ricorrente contestava, almeno in sede cautelare, la rilevanza della mancata produzione della certificazione attestante il rapporto di parentela tra il datore di lavoro e la persona che aveva integrato il reddito, nonché la conoscibilità e comprensione del preavviso di revoca. L’Amministrazione aveva richiesto tale certificazione nel preavviso di revoca, insieme ad altra documentazione; il ricorrente aveva trasmesso ulteriore documentazione senza tuttavia produrre la certificazione richiesta.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare per carenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto, in via prima facie, che la certificazione di parentela fosse stata espressamente richiesta con il preavviso di revoca e che la sua mancata produzione fosse incontestata. Il riscontro, seppur incompleto, fornito dal ricorrente è stato considerato sufficiente a dimostrare sia la comprensione della lingua italiana sia la comprensione del complessivo significato del preavviso; non è quindi risultata plausibile, nella fase cautelare, una contestazione fondata sulla mancata comprensione dell’atto o delle richieste istruttorie dell’Amministrazione. In assenza del necessario fumus boni iuris, la sospensione dell’efficacia della revoca è stata negata. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare collegiale; il TAR ha negato la misura per insussistenza del fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la mancata produzione di un documento espressamente richiesto dall’Amministrazione nel preavviso di revoca può escludere il fumus boni iuris della domanda di sospensione, quando tale omissione sia incontestata.
  • La trasmissione di documentazione in risposta a un preavviso amministrativo, anche se incompleta, può costituire elemento idoneo a dimostrare prima facie che il destinatario comprende la lingua italiana e il significato complessivo del preavviso, rendendo non plausibile una contestazione fondata sulla sua incomprensione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePartecipazione procedimentaleOnere della prova e principio dispositivo

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