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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10856/2024 del 14/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso per cassazione dedotto da Puglisi impugnava la sentenza di conferma della condanna per diffamazione: si contestava la motivazione della Corte d'appello che lo aveva ritenuto autore del manifesto offensivo affisso sulla ringhiera del proprio terrazzo. Puglisi sosteneva violazione di legge e vizio di motivazione (art. 533 e 530 c.p.p.), rilevando che i Faudale non avevano riferito di averlo visto apporre il manifesto e che l'individuazione era fondata solo sulla proprietà dell'appartamento o su un'erronea ricostruzione di responsabilità in concorso tramite richiamo all'art. 110 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e carenza di specificità nel mettere in luce i presunti vizi decisivi della sentenza impugnata. I giudici hanno ritenuto congrua e non manifestamente illogica la motivazione della Corte d'appello, che oltre alla titolarità dell'appartamento aveva considerato precedenti tensioni e l'effettiva titolarità/possesso del cane da parte di Puglisi come elementi di contesto idonei a fondare l'attribuzione. La Cassazione ha inoltre chiarito che il richiamo a una responsabilità in concorso ai sensi dell'art. 110 c.p. non determina nullità quando non vi sia stata modifica dell'imputazione che abbia pregiudicato il diritto di difesa. Conseguenze economiche: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili liquidate in euro 3.167,00, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente per vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto che la censura non fosse specifica e non disarticolasse la motivazione decisiva della sentenza impugnata

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Riguardava presunto travisamento o insufficienza della motivazione; la Cassazione ha dichiarato il motivo generico e quindi inammissibile

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato in sentenza come possibile responsabilità in concorso; la Corte ha precisato che un riferimento subordinato all'art. 110 non determina nullità quando l'imputazione non sia stata modificata in corso di giudizio e non sia stato leso il diritto di difesa

  • art. 616 c.p.p.

    come modificato ex L. 23 giugno 2017, n. 103

    Applicato per la condanna alle spese del procedimento e al versamento in favore della Cassa delle ammende per ricorso inammissibile

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato implicitamente in relazione all'obbligo di enunciazione sintetica dei motivi di ricorso; il ricorso non ha rispettato il requisito di specificità richiesto

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es.: Sez. 4, n. 18826/2012; Sez. 2, n. 22173/2019 e altre)

    Sez. 4, n. 18826 del 09/02/2012 - Pezzo, Rv. 253849; Sez. 2, n. 22173 del 24/04/2019 - Michetti, Rv. 276535 - 01; Sez. 6, n. 23014 del 29/04/2021 - B., Rv. 281521

    Richiamati per il principio che il ricorso per cassazione deve essere specifico e confrontarsi puntualmente con la motivazione decisiva della sentenza impugnata; inoltre per il principio secondo cui non sempre sussiste violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza quando si affermi responsabilità concorrente senza modifica dell'imputazione

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve essere specifico e puntuale: argomentazioni generiche o che non affrontano le ragioni decisive del giudice di merito sono inammissibili
  • La prova dell'autore di un atto offensivo può fondarsi su elementi circostanziali concatenati (es. titolarità dell'appartamento, precedenti tensioni, possesso del cane) e non necessariamente su una testimonianza di vista diretta
  • Il richiamo a una responsabilità in concorso ai sensi dell'art. 110 c.p. non comporta automaticamente nullità della sentenza quando l'imputazione iniziale non sia stata modificata e la difesa non sia stata pregiudicata
  • Chi propone ricorso deve dimostrare in modo compiuto che vi sia stata una omissione o un travisamento tale da disarticolare l'intera motivazione: la mera contestazione parziale non è sufficiente
  • Ricorsi inammissibili possono comportare sanzioni economiche (spese processuali, Cassa delle ammende, rimborso spese delle parti civili)

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