Corte di giustizia, Sentenza C-438/22
Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 25 gennaio 2024. — Em akaunt BG ЕООD contro Zastrahovatelno aktsionerno druzhestvo Armeets AD. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sofiyski rayonen sad. — Rinvio pregiudiziale – Concorrenza – Intese – Articolo 101 TFUE – Fissazione da parte di un’organizzazione professionale di avvocati degli importi minimi di onorari – Decisione di un’associazione d’imprese – Divieto per un giudice di disporre la rifusione di un importo di onorari inferiore a tali importi minimi – Restrizione di concorrenza – Giustificazioni – Obiettivi legittimi – Qualità dei servizi forniti dagli avvocati – Attuazione della sentenza del 23 novembre 2017, CHEZ Elektro Bulgaria e FrontEx International (C-427/16 e C-428/16, EU:C:2017:890) – Possibilità di invocare la giurisprudenza Wouters in presenza di una restrizione di concorrenza per oggetto. — Causa C-438/22
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte, adita in via pregiudiziale da un tribunale bulgaro, ha esaminato la compatibilità con il diritto della concorrenza UE di una disciplina che rende inderogabili gli importi minimi degli onorari forensi. Ha qualificato tale disciplina come restrizione della concorrenza per oggetto e ha escluso che possano salvarla gli obiettivi legittimi addotti, tra cui la qualità dei servizi legali. Il giudice nazionale deve dunque disapplicare la normativa interna contrastante con l'articolo 101 TFUE.
Compatibilità con l'articolo 101 TFUE di una normativa bulgara che rende obbligatori gli importi minimi degli onorari forensi e ne impedisce la riduzione in sede di liquidazione delle spese.
La questione giuridica
Se una tariffa minima forense adottata da un ordine professionale e resa obbligatoria da legge nazionale costituisca una restrizione della concorrenza vietata dall'articolo 101, paragrafo 1, TFUE; se possano essere invocati obiettivi legittimi e la giurisprudenza Wouters anche in presenza di una restrizione per oggetto; a chi spetti l'onere della prova sulla legittimità e proporzionalità della misura; se il giudice nazionale debba disapplicare la normativa interna contrastante; e se, ai fini dell'articolo 101, paragrafo 2, TFUE, possano comunque applicarsi importi minimi ritenuti riflesso dei prezzi di mercato.
Principio di diritto
La Corte afferma che una normativa nazionale che impone, per gli onorari d'avvocato, un minimo inderogabile fissato da un regolamento adottato da un'organizzazione professionale e vieta al giudice di liquidare una somma inferiore integra una restrizione della concorrenza per oggetto ai sensi dell'articolo 101, paragrafo 1, TFUE; in tale ipotesi non è invocabile la giurisprudenza Wouters per giustificarla con obiettivi legittimi. Il giudice nazionale deve quindi disapplicare la normativa interna incompatibile, anche se la parte soccombente non è vincolata da alcun contratto di prestazione professionale, e deve farlo pure ai fini dell'articolo 101, paragrafo 2, TFUE senza poter considerare quegli importi come prezzi reali di mercato.
Norme richiamate
- Articolo 101 TFUE
- Articolo 102 TFUE
- Articolo 267 TFUE
- Articolo 4, paragrafo 3, TUE
- Articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
- Articolo 47, terzo comma, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
- Regolamento (CE) n. 1/2003
- Articolo 2 del regolamento (CE) n. 1/2003
Compatibilità con l'articolo 101 TFUE degli onorari minimi forensi obbligatori
La pronuncia riguarda un rinvio pregiudiziale del Sofiyski rayonen sad (Tribunale distrettuale di Sofia) in una controversia civile tra una società assicurata e la sua assicuratrice, nella quale si discuteva anche della liquidazione delle spese di lite e, in particolare, degli onorari d'avvocato. La Corte esamina la normativa bulgara che impone minimi tariffari fissati da un organo dell'ordine forense e impedisce al giudice di liquidare, a titolo di spese, importi inferiori a tali minimi.
Fatti e procedimento principale
La società Em akaunt BG EOOD aveva chiesto il risarcimento dei danni derivanti dal furto di un veicolo, oltre agli interessi moratori, nei confronti dell'assicuratrice Armeets AD. Nella domanda erano inclusi gli onorari del proprio avvocato, pattuiti contrattualmente per BGN 1070. Il giudice di primo grado aveva ritenuto tale importo eccessivo e lo aveva ridotto a BGN 943, applicando l'articolo 78, paragrafo 5, del GPK, ma senza poter scendere sotto il minimo previsto dall'articolo 36 dello ZAdv e dal regolamento n. 1 sugli importi minimi degli onorari.
Normativa nazionale rilevante
La Corte ricorda che, ai sensi dell'articolo 78, paragrafo 5, del GPK, il giudice può ridurre gli onorari eccessivi, ma non sotto il minimo stabilito dalla legge professionale. L'articolo 36, paragrafo 2, dello ZAdv prevede che l'onorario sia determinato da accordo tra avvocato e cliente, ma non possa essere inferiore al minimo fissato dal regolamento adottato dal Consiglio superiore dell'ordine forense. Il regolamento n. 1 ribadisce che l'onorario è liberamente pattuito, ma non può essere inferiore ai minimi regolamentari.
Questioni pregiudiziali
Il giudice del rinvio poneva dieci questioni, che in sostanza vertevano su:
- la possibilità per il giudice nazionale di disapplicare la normativa interna contrastante con l'articolo 101 TFUE;
- la possibilità di giustificare la tariffa minima con obiettivi legittimi, come la qualità dei servizi legali;
- l'ambito di applicazione della giurisprudenza Wouters;
- l'onere della prova ai sensi dell'articolo 2 del regolamento n. 1/2003;
- il ruolo del giudice nazionale nel verificare proporzionalità e criteri di determinazione dei minimi;
- gli effetti dell'articolo 101, paragrafo 2, TFUE sulla nullità delle decisioni restrittive.
Ragionamento della Corte: contesto e superamento della lettura estensiva di Wouters
La Corte chiarisce anzitutto la portata della precedente sentenza CHEZ Elektro Bulgaria e FrontEx International. In quella occasione aveva già ritenuto che una normativa simile fosse idonea a restringere la concorrenza, ma aveva demandato al giudice nazionale la verifica del contesto generale per accertare se la restrizione fosse necessaria a un obiettivo legittimo. Nella presente decisione la Corte precisa però che la giurisprudenza Wouters può operare solo quando il comportamento abbia meri effetti restrittivi intrinseci e non quando presenti un grado sufficiente di dannosità da integrare una restrizione "per oggetto".
Qualificazione della misura come restrizione della concorrenza per oggetto
La Corte osserva che la fissazione orizzontale di tariffe minime imposte, soprattutto quando resa obbligatoria da una normativa nazionale, rientra nella categoria delle restrizioni per oggetto. Per tali comportamenti non è necessario dimostrare effetti concreti sul mercato: la loro dannosità è intrinseca e sufficiente a integrare il divieto dell'articolo 101, paragrafo 1, TFUE. In questa prospettiva, il regolamento professionale bulgaro, combinato con la normativa statale che ne impone l'osservanza anche al giudice, costituisce una restrizione della concorrenza per oggetto.
Inapplicabilità degli obiettivi legittimi e della giurisprudenza Wouters
Proprio perché si tratta di una restrizione per oggetto, la Corte esclude che possano essere invocati obiettivi legittimi per sottrarre la misura al divieto concorrenziale. Di conseguenza, l'argomento secondo cui i minimi tariffari garantirebbero la qualità dei servizi forensi non può giustificare la disciplina nazionale controversa. La giurisprudenza Wouters resta confinata ai casi in cui la restrizione sia solo un effetto accessorio e non una finalità anticoncorrenziale in sé.
Disapplicazione della normativa nazionale da parte del giudice
Quanto alla prima questione, la Corte afferma che, ove il giudice nazionale accerti il contrasto della tariffa minima con l'articolo 101, paragrafo 1, TFUE, deve disapplicare la normativa interna che la rende obbligatoria, anche nei confronti della parte condannata alle spese che non ha stipulato alcun contratto di servizi legali. Il primato del diritto dell'Unione e l'efficacia diretta dell'articolo 101 TFUE impongono tale soluzione.
Articolo 101, paragrafo 2, TFUE e preteso "prezzo di mercato"
La Corte respinge anche l'idea che i minimi previsti dal regolamento possano essere considerati prezzi reali di mercato solo perché tutti gli avvocati sono tenuti ad aderire all'associazione che li ha adottati. Un prezzo fissato da un'intesa o da una decisione comune di tutti gli operatori non è un prezzo di mercato, ma il risultato della restrizione concorrenziale stessa. Perciò, una volta accertata la violazione dell'articolo 101, paragrafo 1, TFUE, il giudice deve rifiutare l'applicazione della normativa nazionale anche ai sensi dell'articolo 101, paragrafo 2, TFUE.
Dispositivo
La Corte conclude che:
- la normativa bulgara sui minimi tariffari forensi, nella parte in cui impedisce sia agli avvocati e ai clienti sia ai giudici di derogare al minimo, costituisce una restrizione della concorrenza per oggetto;
- gli obiettivi legittimi invocati non possono giustificarla;
- il giudice nazionale deve disapplicare la normativa interna incompatibile con l'articolo 101 TFUE;
- ciò vale anche se gli importi minimi sono presentati come riflesso dei prezzi reali del mercato dei servizi legali.
Rilievo pratico per i professionisti
La sentenza è rilevante per la liquidazione delle spese processuali e per la verifica della compatibilità UE delle tariffe forensi obbligatorie. Essa conferma che i minimi tariffari imposti da organi professionali, quando resi vincolanti dalla legge, non possono essere difesi con un generico richiamo alla qualità del servizio se integrano una restrizione per oggetto. Per avvocati e imprese, il principio rafforza il controllo del giudice nazionale sul rispetto dell'articolo 101 TFUE e sulla disapplicazione delle norme interne anticoncorrenziali.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza europea, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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