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Sentenza

Sentenza n. 3369/2026 - Roma, Sezione 2T

per l’accertamento e la conseguente dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione resistente in ordine al procedimento unitario finalizzato al rilascio del visto d’ingresso per motivi di studio, con condanna a provvedere entro 30 giorni e richiesta di nomina di commissario ad acta;

Giustizia amministrativa202510213

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio e inerzia dell'amministrazione sull'avvio e sulla definizione del procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso per motivi di studio, nonché rifiuto di fissare un appuntamento per presentare la domanda

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

La controversia

La ricorrente, di cittadinanza pakistana, ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dall'amministrazione in relazione al procedimento unitario per il rilascio di un visto d'ingresso in Italia per motivi di studio, con particolare riguardo sia alla mancata fissazione di un appuntamento presso l'ambasciata italiana in Pakistan, necessario per poter presentare la domanda dopo la preiscrizione universitaria, sia alla mancata conclusione del procedimento con il rilascio del visto. Ha chiesto inoltre la condanna dell'amministrazione a provvedere entro trenta giorni e la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha rilevato che, nelle more del giudizio, l'appuntamento presso l'ambasciata è stato concesso. Quanto alla pretesa relativa all'obbligo di consentire la presentazione della domanda, ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, poiché l'amministrazione ha soddisfatto l'interesse azionato. Il Collegio ha precisato che il termine di novanta giorni previsto dall'art. 5 del d.P.R. n. 349/1999 decorre dalla presentazione della domanda, resa possibile dalla concessione dell'appuntamento, e che l'amministrazione è comunque tenuta a fissare tempestivamente l'appuntamento quando richiesto dall'interessato. La domanda volta a ottenere la conclusione del procedimento con il rilascio del visto è stata invece dichiarata inammissibile, poiché al momento della proposizione del ricorso non era ancora iniziato il decorso del termine di novanta giorni per provvedere. Il ricorso è stato pertanto definito in parte con cessazione della materia del contendere e in parte con declaratoria di inammissibilità. Le spese sono state compensate in ragione dell'ingente flusso di domande gravante sull'ambasciata e della reciproca soccombenza.

Norme richiamate

  • art. 5 d.P.R. n. 349/1999

    termine di 90 giorni per provvedere

    Il termine per la conclusione del procedimento di rilascio del visto decorre dalla presentazione della domanda; prima di tale momento non è proponibile una domanda diretta a ottenere la conclusione del procedimento per decorso del termine.

Massime di principio

  • Nel procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso per motivi di studio, il termine per provvedere decorre dalla presentazione della domanda e non dalla mera richiesta di appuntamento o dalla fase preparatoria precedente.
  • L'amministrazione competente deve comunque fissare tempestivamente l'appuntamento richiesto dall'interessato quando tale appuntamento costituisce il presupposto necessario per formalizzare la domanda di visto.
  • La domanda giudiziale volta a ottenere la conclusione del procedimento con il rilascio del visto è inammissibile se, alla data di proposizione del ricorso, non è ancora decorso il termine previsto per provvedere, poiché manca il presupposto temporale per contestare l'inerzia.
  • Se nelle more del giudizio l'amministrazione consente la presentazione della domanda mediante la concessione dell'appuntamento richiesto, viene meno l'interesse alla decisione su tale specifica pretesa e la relativa domanda deve essere dichiarata improcedibile per cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini del procedimento e silenzio
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoSopravvenuta carenza di interesse

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