Cassazione Penale, Sentenza n. 30321/2025 del 05/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della libertà di Bologna che ha disposto l'aggravamento della misura cautelare da obbligo di presentazione alla custodia cautelare in carcere. Il provvedimento si fondava sulla violazione dell'obbligo di presentazione del 30/12/2024 (accertata il 09/01/2025) e sul fatto che l'indagato si era allontanato per recarsi in Romania portando con sé i figli, manifestando l'intenzione di non rientrare, elemento ritenuto prova di fuga e di inaffidabilità. Il difensore censurava la violazione e falsa applicazione dell'art. 275 c.p.p., lamentando che il Tribunale avrebbe dato peso a una singola violazione e a una dichiarazione non verificata della ex compagna, senza considerare la correttezza tenuta precedentemente né misure meno afflittive.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che l'aggravamento era legittimo e basato su una valutazione di merito adeguatamente motivata: la violazione ripetuta e l'allontanamento all'estero integravano elementi di inaffidabilità e persistenza delle esigenze cautelari, rendendo inadeguate misure meno afflittive. La Corte ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 275 cod. proc. pen.
Il ricorrente denunciava violazione e falsa applicazione dell'art. 275 c.p.p.; la Corte ha ritenuto irrilevante la censura di merito sulla valutazione della gravità della violazione perché la decisione di aggravare la misura per inadempimento di prescrizione essenziale è riservata al giudice del merito se adeguatamente motivata
Sentenza Corte Costituzionale n.186 del 07/06/2000
Richiamata in relazione all'assenza di ipotesi di esclusione della colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; perciò è stata disposta la condanna pecuniaria a favore della Cassa delle ammende
Giurisprudenza citata (Sez. 5, n. 36060 del 09/10/2020, Hajdari)
Conferma il principio secondo cui il giudizio sulla gravità della condotta trasgressiva e sull'adeguatezza dell'aggravamento è riservato al giudice del merito e non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato
Massime di principio
- L'aggravamento della misura cautelare per violazione di prescrizioni non custodiali è legittimo quando la condotta dimostra inaffidabilità e persistenza delle esigenze cautelari; la valutazione è principalmente di merito.
- Una singola violazione può giustificare l'aggravamento se, per le circostanze (es. allontanamento all'estero, impossibilità di controllo), essa segnala un concreto rischio di reiterazione o di fuga.
- Le dichiarazioni di terzi (es. conviventi) possono essere valutate dal giudice del merito; l'assenza di loro verifica approfondita è sindacabile solo entro i limiti della motivazione e della logicità del provvedimento.
- Prima di ripristinare o aumentare la misura cautelare, il giudice deve considerare la proporzionalità e la possibilità di misure meno afflittive, ma può escluderle se manca affidabilità prognostica dell'indagato.
- I rimedi in sede di legittimità non sostituiscono la valutazione di fatto del giudice del merito; le censure meramente valutative rischiano di essere dichiarate inammissibili quando la motivazione è congrua.
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